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Quarto giorno di regate per la vela di Tokyo 2020 a Enoshima, in condizioni spettacolari, con cielo leggermente velato e vento termico medio-forte dal mare, tra 14 e 16 nodi per tutto il giorno, onda corta e ripida molto impegnativa. Programma rispettato pienamente.

Questi i risultati delle regate del mattino tra le 12 e le 14:30.

Windsurf RS:X Maschile – Continua la battaglia al vertice tra l’olandese Kiran Badloe e l’azzurro Mattia Camboni, rispettivamente campione e vicecampione europeo e mondiale in carica. Oggi è andata meglio all’olandese (2-4-1), che si è ripreso la testa della classifica, davanti all’azzurro (oggi 8-13-4), terzo il francese Thomas Guyard (3-6-7). Sfortunato l’azzurro nella seconda prova: quando era secondo, c’è stata una rotazione del vento a sinistra che lo ha svantaggiato. Dopo 9 prove, a 3 dal termine del programma più la Medal Race, Camboni ha 8 punti di ritardo da Badloe, 5 punti di vantaggio sul francese e 7 sul quarto, il polacco Myszka.

Windsurf RS:X Femminile – Le condizioni di vento forte non sono le preferite da Marta Maggetti, ma la cagliaritana lotta con regate sempre di vertice (5-6-3). In classifica resta al 4° posto alle spalle dell’inglese Emma Wilson (1-1-UFD) che però nella terza di oggi ha una squalifica per partenza anticipata che potrebbe pesarle, seconda la cinese Yunxiu Lu che vola nelle sue condizioni (4-2-1) e terza la francese Charline Picon, oro di Rio 2016, che si difende (2-3-6). I punteggi: 3 punti dividono le prime tre della classifica, mentre Marta al 4° posto ha un ritardo di 14 punti dal podio, con tre prove più la Medal Race da disputare. La partita è aperta.

470 Maschile – Esordio olimpico per i giovani romani Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò, condizioni toste che fanno emergere l’esperienza, ma i segnali dagli azzurri sono incoraggianti. Dopo due prove (9-9) gli azzurri sono al 9° posto della classifica, subito in zona Medal Race. La velocità è buona e nella seconda prova hanno girato intorno al 5°6° posto, finendo superati solo nel lato di poppa conclusivo. Il livello della flotta è altissimo e non sono ammessi errori.

Nacra 17 – Ottima partenza di Olimpiade per Ruggero Tita e Caterina Marianna Banti, che confermano di meritare un posto tra i favoriti con tre prove maiuscole in condizioni meteo bellissime e impegnative per il catamarano misto foiling. La coppia azzurra vince dominando la prova di esordio, cui segue un 3° nella seconda prova, con rimonta notevole e sorpasso sfiorato al secondo proprio sulla linea, infine nuovo 1° anche nella terza manche. Velocità e tecnica: Ruggero e Caterina sono primi in classifica, con 4 punti di vantaggio sui tedeschi Paul Kohloff e Alica Stuhlemmer, e sugli australiani Jason Waterhouse e Lisa Darmanin (medaglia d’argento a Rio 2016).

470 Femminile – Elena Berta e Bianca Caruso chiudono la prima giornata della loro Olimpiade al 6° posto in generale, quale risultato dei due piazzamenti nelle manche odierne: 5-11. Il vento forte e il mare formato ha reso le regate piuttosto dure, entrambi i risultati sono arrivati in rimonta, segno di buona velocità e carattere. In testa sembrano avere una marcia in più in queste condizioni le polacche Agnieszka Skrzypulec e Jolanra Ogar (1-1), seconde le francesi Camille Lecointre e Aloise Retornaz (3-2), terze le inglesi Hannah Mills e EWilidh McIntyre (4-3). Nei prossimi giorni si attende un calo del vento e le carte torneranno a mischiarsi per tutte.

L’analisi del DT Michele Marchesini: “Le chiamate meteo che avevamo per oggi si sono confermate, uno scenario tra quelli tipici di Enoshima, con un’onda molto particolare che quando il vento da sud supera i 13 nodi per via dei fondali si alza molto e diventa impegnativa. Bella la giornata di Maggetti, se le prime si sono leggermente allungate va detto che si portano dietro degli scarti pesanti, domani sarà importante chiudere tre prove bene, per provare ad andare in Medal a giocarsela. Camboni ha reagito molto bene sul finale di giornata, ha inanellato il suo scarto, ma vale per tutti. Badloe si è confermato oggi un atleta molto interessante in queste condizioni.

“Poi ci sono le classi che oggi hanno cominciato. Nel 470 sia maschile che femminile recriminiamo per qualche piccola sbavatura che ci è costata qualche punto, è il primo giorno, usciamo comunque a testa alta. Per i Nacra, condizioni straordinarie e molto spettacolari, Tita-Banti hanno fatto oggi i Tita-Banti.

“I programmi delle varie discipline sono diversi e distribuiti nel tempo, ma se facciamo una fotografia a oggi, abbiamo tutti gli equipaggi piazzati per una finale olimpica.”

PROGRAMMA DI GIOVEDI 29, GIORNO 5 PER LA VELA A ENOSHIMA

Ultime 3 regate per Mattia Camboni e Marta Maggetti nei windsurf maschili e femminili. L’obiettivo è chiudere la serie con un punteggio che consenta di giocarsi un posto sul podio nella Medal Race. I windsurf RS:X saranno le prime classi della vela a disputare le finali, sabato 31 luglio.

Domani torna in regata anche Silvia Zennaro (Laser Radial), per altre due prove; altre 3 regate per i Nacra 17, e 2 regate per i 470 maschili e femminili.

 

 

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FONTE e FOTO: FIV

Giornata di sole e vento leggero con parecchie oscillazioni sui campi di regata della vela olimpica a Enoshima. Sono state disputate tre regate per i windsurf RS:X maschili e femminili, e due regate per i Laser Radial femminili e i Laser maschili, in due sessioni tra le 12 e le 14 e tra le 15 e le 17.

RS:X Maschile – Le tavole maschili hanno regatato con vento di 8 nodi nella prima prova, sceso a 7 nella seconda e tornato oltre i 10 nodi nella terza e ultima prova. Il civitavecchiese Mattia Camboni è stato costantemente nelle prime posizioni, e dopo tre piazzamenti positivi 4-2-4 è al 4° posto della classifica generale, a pari punti con il terzo. In testa lo svizzero Mateo Sanz Lanz (1-1-9), secondo lo spagnolo Angel Granda-Roque (2-4-13), terzo ex-aequo con Camboni il campione del mondo e d’Europa l’olandese Kiran Badloe (5-7-1).

RS:X Femminile – Le tavole femminili hanno corso le prime due prove con vento sui 10 nodi, e l’ultima con vento in calo a 7 nodi. La cagliaritana Marta Maggetti è stata protagonista di tre regate di vertice su un campo difficile dove tutte le favorite hanno sbagliato almeno una prova. Con i tre piazzamenti del giorno 6-3-3 Marta è terza nella classifica generale, alle spalle della francese Charline Picon, oro di Rio 2016 (1-6-2), e della polacca Zofia Noceti-Klapacka (4-1-14). Per la terza prova c’è una protesta proprio tra la francese e la polacca che potrebbe cambiare la classifica.

Laser Radial – Prima prova con vento di 8-9 nodi, Silvia Zennaro chiude al 13° posto. Poi una attesa di circa 1 ora per il ritorno del vento che sale a 10 nodi. In questa seconda prova Zennaro si trova molto indietro e fa una notevole rimonta chiudendo al 20°. In classifica generale è 15ma, a 7 punti dalla top-10. Prima la tedesca Svenja Weger (5-1), seconda la danese Anne-Marie Rindom, bronzo di Rio 2016 (6-5), terza la croata Elena Vorobeva (11-2).

Laser Maschile – Una sola prova con vento di 7-8 nodi in calo, e seconda rinviata, per i Laser maschili, con vittoria del francese Jean Baptiste Bernaz, davanti al finlandese Kaarle Tapper e al norvegese Hermann Tomasgaard. Non ci sono italiani in questa disciplina.

Il DT della vela olimpica azzurra Michele Marchesini ha commentato il primo giorno di regate: “Una giornata che si preannunciava complicata da interpretare, con il gradiente da nord-est in conflitto con la termica, e così si è confermata. Dobbiamo rimanere sui fondamentali, ragionare prova per prova e, in questa fase guardare solo al punteggio lordo. Maggetti e Camboni sono stati solidi, confermando una condizione in linea con i nostri dati. Domani è un altro giorno.”

Oggi, lunedi 26 luglio, secondo giorno di regata ancora solo windsurf RS:X e Laser. Prima partenza per le tavole femminili, con Marta Maggetti, alle 12:05, nel pomeriggio alle 14:05 RS:X maschili con Mattia Camboni e Laser Radial con Silvia Zennaro.

 

 

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FONTE e FOTO: FIV

Terzo giorno di regate per la vela di Tokyo 2020 a Enoshima con meteo instabile. Per le regate del mattino vento forte fino a 20 nodi, molto oscillante di direzione e poi anche di intensità, tra 6 e 15 nodi. Nel pomeriggio lunga attesa di un vento stabile per regatare.

Laser Radial – Unica velista azzurra in gara oggi, Silvia Zennaro ha avuto alti e bassi, con cambiamenti di posizione frequenti in entrambe le prove disputate. A fine giornata con le due manche chiuse al 17° e 11° posto, la timoniera veneta è comunque buona ottava in classifica generale, a 14 punti dalla zona podio e con 11 punti di margine per difendere il posto nella top-10 che vale la Medal Race di domenica 1 agosto. In testa le migliori allungano: prima la danese Anne-Marie Rindom, seconda la svedese Josefin Olsson e terza l’olandese Masrit Bouwemeester. Ma tutte le atlete soffrono le condizioni difficili per il vento instabile. Domani mercoledi 28 i Laser riposano.

IL PROGRAMMA DI MERCOLEDI 28: TANTI AZZURRI DELLA VELA IN GARA

L’Olimpiade della vela entra nelle fasi centrali e decisive. Domani mercoledi 28 luglio, quarto giorno di regata, sarà uno dei due giorni con più barche e regate in acqua, con ben 8 discipline (riposano solo i Laser Radial e Laser maschili).

Tornano in acqua i windsurf RS:X maschili con Mattia Camboni che riparte dal 1° posto in classifica (3 regate in programma con prima partenza prevista alle 12:05), e i windsurf femminili con Marta Maggetti che è al 4° posto (3 regate in programma con partenza sullo stesso campo in sequenza con gli uomini).

Sempre domani mercoledi 28 prime regate per gli equipaggi azzurri della classe 470: Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò tra i maschi hanno 2 prove in programma con prima partenza alle 12:05; Elena Berta e Bianca Caruso con la flotta femminile anch’esse 2 prove con prima partenza nel pomeriggio dalle 14:45.

Infine entrano in scena anche gli azzurri del catamarano misto foiling Nacra 17, Ruggero Tita e Caterina Marianna Banti: per loro 3 prove in programma sul campo Kamakura con primo start alle 14:30.

Agli orari giapponesi si devono togliere 7 ore per l'ora italiana.

 

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FONTE e FOTO: FIV

Via alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Di seguito una guida alle regate di vela che si terranno nel corso della competizione in Giappone.

Ci sono 6 campi di regata possibili nella Sagamy Bay, che portano i nomi dei luoghi chiave dell’area: due più vicino alla costa denominati “Enoshima”  (l’isola che ospita il porto olimpico) e “Kamakura” (città affacciata sulla baia), un terzo sempre vicino alla costa ma più a Ovest, denominato “Zushi” (città della prefettura di Kanagawa nella parte occidentale della baia con una spiaggia famosa). I tre campi più al largo sono, nell’ordine di distanza dal porto: “Fujisawa” (la città davanti all’isola), “Sagami” (il nome del grande golfo), e “Hayama” (altra città nella parte più a Ovest del golfo.

La prima giornata di regate vede esordire il windsurf RS:X maschile e femminile sul campo di regata più vicino al porto e alla costa: “Enoshima”, e i singoli Laser maschile e Laser Radial femminile nel campo “Kamakura”.

L’avvio dei segnali di partenza è previsto alle ore 12:05. Partono in contemporanea le regate dei Laser Radial, previste 2 prove in sequenza, e dei windsurf RS:X maschili, previste 3 prove.

A seguire nella giornata, dalle ore 14:35 inizieranno i segnali di partenza per i Laser maschili (previste 2 prove) e dalle 15:05 per i windsurf RS:X femminili (previste 3 prove).

In gara i velisti azzurri: il civitavecchiese Mattia Camboni (windsurf RS:X M), la cagliaritana Marta Maggetti (windsurf RS:X W) e la veneziana Silvia Zennaro (Laser Radial). Nessun italiano nella classe Laser maschile.

Le previsioni meteo per domenica 25 indicano una rotazione della brezza termica che abitualmente soffia da Sud Ovest, con un vento previsto da Nord Est, quindi da terra, di intensità media tra 10 e 16 nodi, in aumento. Il vento proveniente da terra ha la tendenza a essere molto più oscillante nella direzione, con regate più difficili soprattutto nelle scelte tattiche.

L’evoluzione meteo dei prossimi giorni sui campi di regata della vela è influenzata dal passaggio di un tifone, che porterà venti forti (superiori ai 20 nodi) sempre da Nord Est lunedi e martedi, per poi ruotare nuovamente da Sud Ovest ma sempre di intensità medio-forte. I meteorologi attendono gli sviluppi della rotta seguita dal tifone per aggiornare le previsioni.

 

FONTE e FOTO: FIV

Una buona giornata per la vela azzurra a Tokyo 2020: nelle tre classi in cui sono in gara in questi due primi giorni del programma olimpico, i velisti azzurri sono tutti in zona podio.

La coda del tifone influenza i campi di regata a Enoshima per la Vela. Cielo velato e poi nuvoloso, vento robusto che per le regate del mattino ha sfiorato i 20 nodi per poi stabilizzarsi nel pomeriggio sui 14-15 nodi, proveniente da terra.

Programma rispettato con altre tre prove per i windsurf RS:X maschili e femminili, arrivati così a 6 prove disputate, la metà del totale previsto prima della Medal Race, e due ciascuna per i Laser maschili e Laser Radial femminili.

RS:X Maschile – Nel pomeriggio le tre regate dei windsurf maschili con Mattia Camboni grande protagonista. L’atleta di Civitavecchia è 8° nella prima prova con vento ancora medio-forte sui 15 nodi, e poi due volte 3° nelle manche successive (diventati due secondi dopo le proteste discusse in Giuria la sera), con aria scesa a 8-10 nodi. I conti finali arrivano solo nella tarda serata nipponica, per alcune proteste che hanno riguardato la quinta e sesta prova e coinvolto atleti di classifica. Una in particolare è presentata (e vinta) da Mattia Camboni proprio contro Kiran Badloe, per un incrocio forzato dall’olandese con l’italiano mure a dritta. La classifica ufficiale dopo 6 prove vede dunque primo Mattia Camboni, secondo lo svizzero Mateo Sanz Lanz, terzo Kiran Badloe. Domani i windsurf riposano e tornano in acqua mercoledi 28.

RS:X Femminile – Tre prove con vento robusto da terra, da Nord Est: nella prima è arrivato a 17 nodi, per poi stabilizzarsi sui 13-14 nelle due manche seguenti. Marta Maggetti sfortunata nella prima regata: era nel gruppo di testa quando ha urtato un grosso ramo semisommerso, ha dovuto fermarsi e liberare la tavola, alla fine ha chiuso 13ma, il suo peggior piazzamento finora, che infatti scarta. In rimonta la cagliaritana nelle altre due prove con un 6° e un 7°, chiude la giornata al 4° posto in generale ai piedi del podio che vede nell’ordine Charline Picon (FRA), Emma Wilson (GBR) e Yunxiu Lu (CHN). Anche per Marta una giornata di riposo martedi 27.

Laser Radial – Il vento forte piace a Silvia Zennaro, che fa la sua grande giornata: un 2° nella prima prova, nella quale è stata a lungo in testa, e un 6° nella successiva. Con questi piazzamenti la veneta scala la classifica generale e dopo quattro regate si scopre in un ottimo 4° posto, alle spalle della norvegese Flem Host, della greca Vasilea Karachaliou e della danese Anne-Marie Rindom, bronzo a Rio 2016, e davanti all’olandese Marit Bouwemeester, argento a Londra 2012 e oro Rio 2016.

Laser Maschile – Due prove anche per i Laser maschili, dove non ci sono italiani in gara. In testa dopo tre regate Kaarle Tapper (FIN), davanti a Tonci Stipanovic (CRO) e a Pavlos Kontides (CYP). Risale la china il leggendario campione brasiliano Robert Scheidt, 8°.

La consueta dichiarazione lapidaria del DT della vela azzurra Michele Marchesini è indicativa del clima che si respira nella squadra dei velisti italiani a Enoshima, estremamente votato alla concretezza e alla concentrazione: “Altra giornata difficile, altra prestazione solida”.

Domani martedi 27 luglio, terzo giorno di regata, in acqua solo i Laser Radial e i Laser maschili, mentre riposano i windsurf RS:X. Prima partenza prevista per le 12:05.

 

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FONTE e FOTO: FIV

Dopo una vita certamente vissuta con intensità, se n’è andato a 92 anni Bruce Kirby, un nome che a molti potrebbe risultare sconosciuto, ma di cui tutti gli amanti del mare e gli appassionati di nautica conoscono il frutto del suo ingegno, quella piccola barca diffusa in 150 nazioni e costruita in circa 220mila esemplari: il Laser, nato con il nome di Weekender e diventato oggi ILCA Dinghy a seguito di complesse dispute legali. Proprio in virtù della sua economicità e di essere la classe velica più diffusa al mondo, il Laser è classe olimpica sia per gli uomini che per le donne, differenziandosi nella superficie velica.

Nato a Ottawa, Kirby è stato egli stesso un ottimo velista, ha rappresentato tre volte il Canada alle Olimpiadi, a Melbourne ’56 e Tokyo ’64 (Enoshima) sul Finn e sulla Star in Messico (Acapulco) nel ’68, non prese parte a Roma ’60 (le regate si svolsero a Napoli) perché diventato padre da poco. Ha inoltre progettato due 12 metri Stazza Internazionale per la sfida canadese di America’s Cup a Newport R.I. nell’83 (quella in cui debuttò Azzurra), tante altre derive e barche da crociera o d’altura, incluso il 40’ Runaway per la squadra canadese all’Admiral’s Cup.

Non tutti sanno però che era un progettista autodidatta “lo yacht design non è un’operazione chirurgica al cervello, anche se facciamo credere che lo sia…” ebbe a dire con simpatia. Il suo principale lavoro era di cronista per un quotidiano canadese e non abbandonò il giornalismo neanche successivamente scrivendo su Sailing World. La vela è sempre stata presente nella sua famiglia di origine, in un’intervista del 2019 ha ricordato di quando, prima della Seconda Guerra Mondiale, ascoltavano con il padre e il fratello le radiocronache dell’America’s Cup con i J Class. “Probabilmente – ha aggiunto – sono rimasto ormai l’ultimo in vita a ricordare il momento in cui, nel ’37, le parole del radiocronista annunciarono in diretta la vittoria del Defender Ranger sul Challeger Endeavour”.

Kirby iniziò progettando sette differenti versioni dello skiff International 14, una classe definita da una regola che lascia alcune libertà di sviluppo, nella quale regatava in prima persona. Il suo International 14 è stato venduto in 739 esemplari. La nascita di quello che divenne il Laser è ammantata da un po’ di leggenda, non è infatti vero che venne disegnata su un tovagliolo di carta, come ebbe a spiegare lo stesso Kirby. La barca ha avuto un successo superiore alle aspettative e fonda il suo successo tanto su un progetto decisamente azzeccato - semplice, performante e innovativo, valido a 50 anni di distanza - che su un’idea vincente da parte di Ian Bruce, proprietario di un International 14 di Kirby e di professione product developer. Il Weekender – che poi diventerà Laser – non nasce per “fare una nuova barca” ma per essere aggiunto a una gamma completa di prodotti per l’outdoor, con la richiesta di poterla anche facilmente caricare sul tetto di un’auto. Ian Bruce divenne successivamente socio di Kirby occupandosi della produzione, poiché il cliente dell’outdoor non era interessato a produrre la barca. Il primo esemplare fu costruito nel ‘71 in fretta e furia per prendere parte a una regata per derive che costassero meno di 1000 dollari, un’iniziativa della rivista nautica per la quale Kirby scriveva. Con un secondo posto il primo giorno e un primo in quello successivo, avendo iniziato a metterla a punto, la barchetta di 4 metri destò subito interesse e richieste di acquisto all'esordio in acqua. Si scelse il nome Laser, come quel fascio di luce coerente che al tempo era una delle meraviglie tecnologiche, per il debutto al New York Boat Show del ’71; ne vennero venduti 144 esemplari al prezzo di 700 dollari, 695 per l’esattezza.

Nel corso dei successivi 50 anni, migliaia di velisti hanno potuto gioire sul Laser e grandi campioni hanno scritto pagine di grande vela sportiva, come lo storico duello tra Scheidt ed Ainslie vinto da quest’ultimo nel 2000 a Sydney e, alla vigilia della 7^ olimpiade per questo monotipo, altre ne scriveranno. Per citare qualche nome: Robert Scheidt (due volte oro e una argento olimpico nella sola classe Laser, nove volte oro, due argento e un bronzo Mondiali, Tom Slingsby (un oro olimpico, cinque volte oro e una argento mondiali), Ben Ainslie (un oro e un argento olimpico, tre volte oro, di cui una nel Radial, e due bronzo ai mondiali), tra le donne Marit Bouwmeester (un oro e un argento olimpico, quattro volte oro e quattro argento mondiali), la cinese Xu Lijia (un oro e un bronzo olimpico, un oro e due argenti mondiali), la nostra Larissa Nevierov, triestina (un oro e tre argenti mondiali) e Gintare Scheidt, (un argento olimpico e un oro mondiale) il cui cognome lituano è impronunciabile, ha quindi scelto quello del marito Robert, proprio quello sopra citato, e il primogenito della coppia promette bene..

Circa 220mila esemplari dopo, il 2 febbraio 2021 una Corte di Giustizia americana ha riconosciuto in via definitiva il diritto di proprietà intellettuale e del marchio alla società di Kirby, condannando due cantieri, che non gli avevano versato le royalties per alcuni anni, al pagamento di 6 milioni di dollari. Il 18 luglio 2021 Kirby è mancato. Il 25 luglio a Enoshima le classi Laser (ci piace continuare a chiamarle così) scenderanno in acqua per la prima delle regate olimpiche.

 

 

FONTE e FOTO: Pressmare.it

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