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Nello specchio acqueo del Porto di Molfetta si è disputato il 2° Trofeo del Sole-Memorial Marta Veneziano, una competizione sportivo-remiera su bilancella a 10 vogatori più timoniere, organizzata dall’I.I.S.S. A. Vespucci e dalla Lega Navale Italiana di Molfetta.

La gara ha visto in acqua gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di Molfetta Fornari, Da Vinci, Ferraris, Vespucci, Spinelli di Giovinazzo, Cafiero di Barletta, Caracciolo di Bari, Caboto di Gaeta e Pira di Siniscola (Sardegna).

La manifestazione – patrocinata dal Comune di Molfetta, dalla Federazione Italiana Canottaggio a sedile fisso e dalla Federazione Italiana Cronometristi – quest’anno si inserisce nei festeggiamenti per i 100 anni di vita dell’Istituto Vespucci.

Il Trofeo nasce per ricordare la prof.ssa Marta Veneziano, prematuramente scomparsa, che aveva avvicinato i giovani del Tecnico Nautico a questo sport con radici nella tradizione marinara molfettese.

La banchina Seminario ha fatto da scenario ad una bellissima giornata di sport, di mare e di sole.

Vincitori di questa edizione gli studenti del Tecnico Nautico Vespucci di Molfetta, seguiti in seconda posizione dal Nautico Caracciolo di Bari e in terza dal Ferraris.

Per la gara femminile, al primo posto le studentesse del Cafiero di Barletta, seguite dal Fornari in seconda posizione e dal Classico Da vinci in terza posizione.

Sullo sfondo di uno degli ultimi weekend estivi della stagione, sabato 14 Settembre, si è svolta l’ottava edizione della Regata delle Aree Marine Protette "Palermo -Ustica 2019" che da quest’anno attribuisce il Trofeo Challenge Sebastiano Tusa in ricordo dell’archeologo morto nell’incidente aereo del volo dell’Ethiopian airlines precipitato il 10 Marzo 2019 ad Addis Abeba. Assessore ai Beni Culturali della Regione siciliana, Sebastiano Tusa era in viaggio per lavoro ed era stato per anni alla guida della Soprintendenza del Mare e profuso un grande impegno per la valorizzazione del mare e dei beni ad esso collegati, un impegno che resta come eredità morale da portare avanti.

Per ragioni di ormeggio sull’isola di Ustica la regata è stata organizzata a numero chiuso e ha portato a mare 14 barche in categoria Crociera Regata e Gran Crociera.

Partiti poco dopo le ore 10, i segnali sono stati dati con 7-8 Kn da NNE per garantire alle barche di usufruire del massimo del tempo disponibile (tempo limite di arrivo a Ustica h 20), viste le previsioni della giornata che davano venti leggeri da nord ma salterini e con onda da diversa direzione. Cosa che, effettivamente si è verificata.

Bellissimo testa a testa per le due barche di punta della flotta in categoria Crociera/Regata: QQ7, di Michele Zucchero e Gioia di Vivere di Vincenzo Todaro - con a bordo Francesco Siculiana e Giuseppe Leonardi – le cui strategie diverse determineranno il risultato. Gioia di Vivere, potendo contare su un “Code Zero” non deve cambiare continuamente vela stante i continui salti di vento da e fa bordi più larghi ma QQ7 resta molto più stretto sul bordo di sinistra e, dopo un gran recupero, già al primo incrocio conduce di 6 minuti, fino a tagliare il traguardo alle 17:50, con mezz’ora di scarto rispetto al secondo. Il piazzamento in reale resta lo stesso in compensato, facendo aggiudicare a Michele Zucchero oltre al primo posto nella sua categoria anche il trofeo Challenge Sebastiano Tusa, in overall.

Di sorte opposto il risultato in categoria Gran Crociera dove l’arrivo di Wireless di Federico Denaro, 12 minuti prima di Regina, di Nino Ciccia, non sarà sufficiente per lasciarle il podio e dovrà accontentarsi del secondo posto. Li segue La Cicala di Italo Tripi al terzo posto. Infine, solo metà della flotta (7 barche) riesce comunque ad arrivare in tempo utile ivi compresa Bestabea di Vincenzo Autolitano che oltre a classificarsi terzo in C/R ottiene un premio speciale per il suo equipaggio speciale con a bordo l’atleta disabile Alberto Bilardo.

La premiazione si è svolta, a seguire, a Ustica in un clima di festa e tempo d’estate e con grande commozione per la presenza di Valeria Patrizia Li Vigni, già direttrice del Museo d’arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo ed oggi Soprintendente del Mare della Regione Siciliana, che ha consegnato il Trofeo Challenge intitolato al marito.

È iniziato il conto alla rovescia per l’inizio di "Sport senza barriere", l’evento volto a favorire l’inclusione attraverso la pratica sportiva, superando barriere ideologiche, emotive e psicologiche grazie a un contenitore di tornei che metterà alla pari sportivi con disabilità e normodotati. Mancano infatti pochi giorni all’invasione pacifica di atleti, amatori e visitatori che vedrà rappresentate oltre 20 discipline sportive e laboratori didattici tra cui vela, windsurf, rafting, nuoto ma anche ciclismo, arrampicata, rugby, tennis tavolo, badminton e beach volley alla manifestazione che si terrà a Luino (Varese) da venerdì 6 a domenica 8 settembre e il 28 e 29 settembre 2019.

L’evento, patrocinato dalla Regione Lombardia, FIV (Federazione Italiana Vela), CIP (Comitato Italiano Paralimpico), CONI (Comitato della Regione Lombardia), Federazione Italiana Rafting, Comune di Luino ed una serie di altre istituzioni del territorio, è stato inserito nel programma della Settimana Europea dello Sport, iniziativa promossa dalla Commissione Europea per stimolare i cittadini dell’Unione ad una corretta e consapevole attività fisica, indipendentemente dall'età o dal livello di forma.

Il Lago Maggiore sarà dunque protagonista con prove in acqua dedicate ai più piccoli che potranno cimentarsi a bordo di Optimist e Laser messi a disposizione dal Circolo Velico AVAV (Associazione Velica Alto Verbano). Sul lungolago di Luino verrà inoltre posto un simulatore per consentire ai principianti di prendere confidenza con lo sport della vela.

Sport senza Barrieresi articola in due momenti: una tre giorni, 6-7-8 settembre, dedicata agli sport che si svolgono sia su terra sia agli sport acquatici. Per questi ultimi la sicurezza sarà garantita dalle aquabike da soccorso del K38 Rescue Team di Fabio Annigoni, campione nazionale di moto d’acqua, in collaborazione con S.O.G.IT. (Soccorso dell’Ordine di San Giovanni Italia) sezione di Gaggiano, e dal dispositivo di galleggiamento personale Kingii, Water Safety Partner dell’evento.

La manifestazione sarà sostenibile e plastic free: verranno infatti usati piatti, bicchieri e bottiglie compostabili e posate in legnoriciclato a dimostrazione che salvare il pianeta passa anche da un semplice bicchiere d’acqua e da ogni singola scelta che facciamo.

L’evento sarà anche teatro di un tentativo del Guinness World Records con il BLSD Marathon Day: la maratona di rianimazione cardio-polmonare a staffetta più lunga al mondo che vedrà per 13 ore consecutive darsi il cambio ogni due minuti esecutori professionali e del pubblico per mettere in pratica le manovre BLS (Basic Life Support) che consentono il sostegno alle funzioni vitali in caso di arresto cardio-circolatorio. La corretta esecuzione senza interruzione su un manichino di addestramento organizzata dalla Croce Rossa Italiana, sezione di Luino e Valli con il sostegno della Centrale Operativa 118 di Varese determinerà il superamento del record.

Associare lo sport al mondo dei disabili è un’azione consapevole volta a sradicare le barriere costituite dagli atteggiamenti e dalle motivazioni del soggetto con disabilità che può avere una scarsa consapevolezza delle proprie capacità e un basso livello di considerazione di sé. Questa mancanza di sicurezza che si traduce nel sentirsi inadatto alla pratica sportiva può accadere ed accade quotidianamente anche alle persone senza alcuna disabilità. La volontà del corpo di esprimersi, soprattutto in soggetti con problemi motori, è determinante per quei soggetti che, avendone la possibilità, possono effettuare percorsi di recupero.

Il valore aggiunto dell'iniziativa è proprio questo: far sperimentare da un lato un'esperienza motoria "diversa" che faccia capire a chi non deve quotidianamente sfidare anche le difficoltà oggettive di una disabilità nel praticare sport quale fortuna sia essere “normodotati” e dall'altro mettere in condizione atleti con disabilità di confrontarsi "alla pari" con altri sportivi. Atleti che sfidano atleti in un sistema come quello odierno che esalta la ricerca della perfezione proprio nell’ambito sportivo. “Questo progetto – sottolinea Marco Massarenti, fisioterapista, ideatore dell’evento e Presidente Nazionale Federazione Sport e Tempo Libero di Unimpresa - è un chiaro esempio di come si possa creare inclusione attraverso la pratica sportiva e di come sia possibile superare barriere ideologiche, emotive e psicologiche.”

A corollario dei momenti più action non mancheranno occasioni di riflessione con gli sportivi e con i testimonial che hanno aderito in maniera importante alla manifestazione.

Un’opportunità di “sport per tutti”, dove all'integrazione sociale si accompagna quella generazionale facendo incontrare persone dai 3 anni in su unite nel divertimento attraverso attività che rendono tutti uguali e creando lo scenario ideale per trattare il tema non meno importante dell’impossibilità da parte di alcune persone di praticare sport a causa di barriere fisiche e architettoniche in impianti sportivi non accessibili.