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Sabato 25 gennaio 2020 – dalle ore 9:30 alle ore 18:30, presso la sede della Lega Navale Italiana di Pistoia (via Porta San Marco, 221) – si svolgeranno i corsi, con relativi esami, per il conseguimento del certificato GMDSS-SRC.
La radio VHF è una delle prime e fondamentali dotazioni di sicurezza a bordo, ed è quindi fondamentale saperla utilizzare correttamente.

Oggi, le nuove apparecchiature VHF, sono dotate di tecnologia DSC (Digital Selective Calling), un sistema (facente parte del più ampio Global Maritime Distress and Safety System) in grado di trasmettere un segnale identificativo dell’imbarcazione e della sua posizione, immediatamente ricevibile da ogni altro apparato DSC situato a distanza utile, ripetuto ogni 4 minuti e codificato, così da eliminare le difficoltà che si hanno nella comunicazione tra soggetti di lingua diversa.

L’utilità di questa tecnologia in caso di emergenza e, parallelamente, la necessità di utilizzarla in modo appropriato e con le dovute cautele, impone all’operatore radio il conseguimento del certificato GMDSS-SRC, la qualifica minima obbligatoria imposta dalle norme internazionali per poter operare su apparecchiature VHF-DSC.

Il certificato GMDSS-SRC, riconosciuto da tutte le autorità italiane e internazionali, è rilasciato dal RYA (Royal Acting Association), previa frequentazione del corso teorico/pratico della durata di sette ore, necessario ad apprendere le procedure obbligatorie d’uso, oltre che il superamento del test finale.

 

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L’impianto eolico costituisce una delle principali tecnologie utilizzate per la produzione di energia elettrica direttamente a bordo delle imbarcazioni da diporto, in maniera del tutto rinnovabile ed ecosostenibile.
Questo consente, in totale autonomia, di ricaricare le batterie della barca sfruttando esclusivamente la forza del vento.

L’impianto è composto da pale collegate ad un generatore, un sostegno (in testa al quale vengono installate pale e generatore) ed un regolatore di corrente collegato al generatore ed alle batterie da ricaricare.

Il funzionamento dell’impianto eolico è relativamente semplice: grazie alla rotazione delle pale, mosse dal vento e collegate al generatore, viene prodotta energia elettrica da accumulare nelle batterie di bordo per il tramite del regolatore di corrente (che regola e gestisce l’afflusso dell’energia prodotta).
Una caratteristica di questo tipo di impianto è il rendimento crescente. Al crescere della forza del vento crescerà, esponenzialmente, la quantità di energia elettrica prodotta.

È importante, in fase di progettazione, scegliere un impianto adatto alle proprie esigenze ed in grado di produrre energia elettrica anche con vento a basse velocità.
Risulta poco utile, infatti, l’installazione di un sistema efficiente solamente in condizioni di vento forte. In queste situazioni si tende a rientrare o rimanere in porto, dove si ha la comoda disponibilità dell’allaccio alla colonnina elettrica posta in banchina per ricaricare le batterie ed alimentare le utenze di bordo.

I vantaggi:

- Ricarica continua delle batterie
Grazie a questo tipo di impianto, le batterie saranno in ricarica ogni qual volta vi sarà vento sufficiente a far girare le pale del generatore.

- Relativamente poco ingombrante
Se l’impianto è realizzato ad arte, seguendo tutti gli accorgimenti necessari, non è di intralcio durante le manovre.

- Rendimento crescente.
Il rendimento energetico cresce all’aumentare della forza del vento: con un vento sostenuto produce una notevole quantità di energia elettrica.

- Utile in rada, nei campi boe e negli ormeggi senza allaccio elettrico.
Se la barca è ormeggiata in rada, in un campo boe oppure in un porto privo di colonnine per l’allaccio elettrico, un impianto eolico garantirà di avere batterie quasi sempre cariche anche dopo lunghe soste;

- Adatto a lunghe traversate e navigazione d’altura.
È un tipo di impianto particolarmente indicato per coloro che compiono spesso navigazioni d’altura e oceaniche.

Gli svantaggi:

- Rumorosità.
Nonostante i nuovi modelli siano sempre più silenziosi, le pale del generatore, ruotando, provocano naturalmente rumore, che può rivelarsi fastidioso.

- Pericolosità delle pale in rotazione.
Le pale, girando, possono risultare pericolose, soprattutto se non si è effettuata un’installazione su apposita struttura notevolmente rialzata e rinforzata.

- Difficoltà di installazione.
L’installazione dell’impianto è complessa e bisognerà quasi sicuramente rivolgersi a personale specializzato per eseguire un lavoro sicuro e realizzare una struttura ben salda.

- Basso rendimento energetico con poco vento o alle andature portanti.
Con vento a basse velocità il rendimento è molto basso.
Stesso problema alle andature portanti: il vento apparente è minore e così risulta minore anche il rendimento dell’impianto.

- Costo elevato.
Un impianto realizzato ad arte, con componentistiche di prima qualità e una buona efficienza, può nascondere costi abbastanza elevati.

Presentata allo scorso METS la nuova serie E dei correttori di assetto della svedese Zipwake che, insieme all’esistente Serie S, viene distribuita in Italia da Saim Marine.

La nuova serie E di Zipwake è adatta ad imbarcazioni plananti o semiplananti da 50 60 a 100’. Caratterizzati da una risposta immediata ai comandi, i correttori d’assetto Zipwake sono progettati per attenuare in modo efficace il rollio della barca in navigazione, correggere il beccheggio, minimizzare la resistenza al moto ondoso e consentire anche di risparmiare carburante.

La velocità di azione e la corsa della lama sono rispettivamente di 40 mm/secondo e 60mm. Questo significa grande portanza senza ritardo e decuplicazione delle prestazioni di controllo rispetto a un trim tab tradizionale. La progettazione modulare pensata per la produzione in serie assicura resistenza e lunga durata.

La serie E permette inoltre di modificare l’angolo di beccheggio, del rollio e dell’imbardata della barca attraverso il controllo, attivo o inattivomanuale, della portanza di ciascuna coppia – dritta-sinistra – di interceptor. Il funzionamento di una coppia di interceptor può anche essere scambiato indipendente per compensare l’eventuale eccessiva inclinazione della barca nelle manovre di virata e di accostata.

L’impianto fotovoltaico consente, come l’impianto eolico e l’impianto idrogeneratore, di rendere una imbarcazione da diporto autonoma dal punto di vista energetico.
Tale tecnologia permette di produrre energia elettrica, pulita e del tutto rinnovabile, sfruttando i raggi del sole: grazie all’esposizione al sole di un apposito pannello fotovoltaico, è possibile ricavare energia elettrica da immagazzinare nelle batterie dell’imbarcazione.

L’impianto fotovoltaico è composto da tre elementi: il pannello fotovoltaico; i cavi di collegamento dell’impianto; un regolatore di carica (collegato alle batterie da ricaricare).

I pannelli fotovoltaici possono essere di tipo monocristallino, policristallino oppure amorfo.
La tecnologia policristallina è particolarmente diffusa ed indicata nella nautica da diporto, in quanto è in grado di produrre energia anche in condizioni non ottimali (es. foschia).
Dal punto di vista strutturale vi sono pannelli rigidi (pesanti ed ingombranti, adatti a installazioni fisse), flessibili (leggeri e pensati per installazioni temporanee o mobili, possono essere anche arrotolabili e ripiegabili) e calpestabili (adatti a rivestire in maniera permanente l’intera coperta dell’imbarcazione).

I cavi di collegamento rappresentano una parte molto importante di tutto l’impianto: devono essere di sezione generosa, rapportata anche alla lunghezza dei cavi e alla potenza del pannello, nonché di materiale adeguato (solitamente si utilizzano cavi antifiamma con guaina esterna in neoprene, che non temono l’acqua e l’umidità).
È importante ridurre al minimo qualsiasi dispersione di energia al fine di evitare perdite di rendimento dell’intero impianto.
Inoltre, tutte le connessioni devono essere protette da fusibili per prevenire il rischio di incendi.

Il regolatore di carica, vero “cuore pulsante” di tutto l’impianto fotovoltaico, è il componente principale e più importante, che influenza il rendimento complessivo di tutto il sistema.
È collegato al pannello fotovoltaico e alle batterie di bordo da ricaricare, occupandosi di programmare e gestire la ricarica stessa.
Deve essere di altissima qualità affinché l’impianto sia sicuro ed efficiente.
Esistono due diverse tecnologie per i regolatori di carica: PWM e MPPT.
I regolatori PWM sono idonei all’utilizzo per piccoli impianti, solitamente dedicati ad una semplice funzione di “mantenimento” in carica delle batterie (per compensare la naturale e fisiologica “auto-scarica” delle batterie stesse).
I regolatori MPPT, invece, sono più efficienti e programmabili, ottimi sotto tutti i punti di vista e con maggior rendimento, ma hanno costi decisamente più elevati.
Il regolatore dovrà essere dimensionato alla potenza di tutto l’impianto.

Bisogna considerare che la produzione di energia elettrica ad opera dell’impianto fotovoltaico non è costante: più i raggi del sole sono perpendicolari al pannello fotovoltaico, maggiore sarà il rendimento energetico.
Pertanto, in momenti particolari della giornata – alba e tramonto – così come durante tutta la stagione invernale – per via dell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al sole – la produzione di energia non sarà ottimale.

Altro elemento da tenere in considerazione è la latitudine della zona in cui si naviga: più ci si avvicina ai poli allontanandosi dall’equatore, minore sarà il rendimento dell’impianto.

Scegliendo componentistiche di alta qualità si può ottenere un impianto in grado di produrre un buon quantitativo di energia in qualsiasi condizione ed in qualsiasi periodo dell’anno.

I VANTAGGI

Tra i vantaggi vi è sicuramente la semplicità di progettazione ed installazione, dovuta anche alla capillare diffusione di questa tecnologia: è possibile acquistare un impianto, già predisposto, con componentistiche di qualità e pronto da montare.
Sul mercato vi sono, infatti, moltissime soluzioni adattabili e altamente personalizzabili in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

Altro vantaggio è la ricarica continua: l’impianto fotovoltaico è adatto a tenere sempre cariche le batterie anche in caso l’imbarcazione non venga utilizzata frequentemente o per lunghi periodi.

Infine, il costo risulta abbastanza basso anche scegliendo componenti di qualità.
L’importante è, per una questione di sicurezza, non risparmiare sui cavi e sul regolatore di carica: questo vi permetterà di poter successivamente apportare migliorie all’impianto – ad esempio aumentando la potenza del pannello fotovoltaico – senza dover stravolgere o riprogettare tutto l’impianto.

GLI SVANTAGGI

Lo svantaggio principale è rappresentato dal fatto che la produzione di energia risulta concentrata nelle ore centrali della giornata: la ricarica delle batterie risulta, dunque, relativamente lenta, soprattutto se il pannello non è molto grande (più il pannello è grande, maggiore è la ricarica).

Un altro svantaggio è che, in assenza di sole, l’impianto non è in grado di produrre energia elettrica.
Per tale motivo, al fine di essere indipendenti dal punto di vista energetico, bisogna dimensionare bene l’impianto fotovoltaico – eventualmente affiancandogli un impianto idrogeneratore oppure un impianto eolico – nonché la capacità delle batterie da ricaricare in base alle proprie esigenze, onde evitare di rimanere “al buio” anche nel caso dovessero esserci diversi giorni in cui l’impianto non potrà ricaricare le batterie.

Infine, bisogna considerare che il pannello fotovoltaico necessita di una ampia superficie, completamente libera, dove poggiarsi: anche una piccolissima ombra può, infatti, incidere notevolmente in negativo sulla produzione di energia.