Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. 

Colors: Orange Color

Dalla prima edizione del Salone Nautico di Venezia nel 2019, una grande attenzione è stata dedicata alla progettazione navale innovativa e sperimentale. Anche per il 2023 la manifestazione prevede di riservare degli spazi, all’interno dell’Arsenale, da dedicare a designer professionisti o studenti, singoli o associati, che possano esporre studi e progetti di barche di ogni tipologia e materiale durante i giorni del Salone, che si terrà quest'anno dal 31 maggio al 4 giugno.

A tale proposito, è stato promosso un bando internazionale per la presentazione del design più avanzato sia per ciò che riguarda la struttura di unità a motore e a vela sia per quanto concerne gli arredi degli interni, la componentistica e le propulsioni, con particolare enfasi sulla sostenibilità ambientale.

Possono candidarsi professionisti e studenti, singoli o associati, o società che hanno realizzato e/o semplicemente ideato progetti e studi di barche di qualsiasi tipologia e materiale. L’edizione 2023 verrà rivolta a progetti di imbarcazioni senza limiti dimensionali o parti delle stesse, i partecipanti saranno chiamati a elaborare proposte sul tema: “Soluzioni innovative per la sostenibilità e la flessibilità d’uso di unità charter da diporto. Concept per la progettazione e la gestione del ciclo di vita di unità a noleggio, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.”

La partecipazione è gratuita e può avvenire singolarmente o in gruppo. I progetti potranno riguardare: unità a vela o a motore; monocarena o multiscafi; e anche parti specifiche di queste, quali ad esempio: la carena, la struttura, i sistemi di propulsione e/o la componentistica di dettaglio. Potranno essere presentati studi e progetti realizzati o non realizzati negli ultimi cinque anni, anche già presentati in occasione di concorsi di progettazione, pubblicati in riviste di settore e non, la cui titolarità dovrà essere dichiarata in fase di candidatura. I candidati dovranno obbligatoriamente iscriversi attraverso la compilazione del form di iscrizione, allegando la documentazione richiesta entro il giorno 14 marzo 2023, data di chiusura del bando.

Per ulteriori informazioni e per partecipare, è possibile consultare il bando
https://www.visitmuve.it/it/collabora/bando-per-la-selezione-di-studi-progetti-di-barche/

 

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

FOTO: MUVE Yachts Projects

Martedì 27 dicembre si è tenuto un webinar sull'inquinamento ambientale nel campo marittimo e le possibili soluzioni tecnologiche organizzato dalla Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana su proposta del Centro Culturale per la Formazione Nautica (CCFN).

L'evento ha fatto rilevare un grande interesse per il tema da parte dei soci LNI e di tutti i partecipanti.

La conferenza, moderata dal C.A. (ris) Vincenzo De Luca, è stata aperta dal Direttore del CCFN, Cav. Ivo Emiliani che ha ricordato i lavori in fase di sviluppo del Centro Culturale per la Formazione Nautica LNI e ha definito l’evento un “prototipo” preludente a una serie di analoghi incontri di carattere formativo e informativo il cui programma per il 2023 sarà reso noto nelle prossime settimane.

È seguito l’intervento di saluto del Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Amm. Donato Marzano che ha tracciato un quadro dell’articolata attività della Lega Navale Italiana nella diffusione della cultura del mare e nella formazione nautica. Il Presidente LNI ha rimarcato il suo totale supporto all’iniziativa del CCFN, coerente con i valori e l’indirizzo istituzionale della Lega Navale.

"Un'occasione importante per riflettere sulla protezione ambientale del nostro mare, elemento vitale che da anni purtroppo stiamo attaccando. Questo webinar dimostra che la formazione nautica del socio della Lega Navale Italiana è composta di tanti aspetti diversi. Non solo la capacità di condurre un mezzo a vela o a motore, ma anche quella di saper approcciare il mare a 360° occupandosi di sicurezza, di tecnologia e di protezione dell'ambiente marino. Questi sono gli elementi positivi e distintivi della formazione in Lega Navale", ha affermato il Presidente Marzano nel suo intervento.

L’incontro è proseguito con una relazione a cura del Prof. Tommaso Coppola, membro del CCFN e docente di Costruzioni Navali e Sicurezza della nave presso la Facoltà di Ingegneria Navale dell’Università “Federico II” di Napoli.

Il relatore ha presentato il problema dell’inquinamento chimico legato al traffico marittimo e le tecnologie di oggi e domani per eliminare l’impatto ambientale delle navi. Particolare enfasi è stata rivolta ai nuovi combustibili (idrogeno, gas naturale, ammoniaca e metanolo) e alle nuove tecnologie (celle a combustibile e nuovi motori a combustione interna) che potranno migliorare la situazione nel prossimo futuro. Il webinar si è concluso con la discussione legata principalmente ai combustibili alternativi prodotti in Italia (Ammoniaca e Metanolo) e alla possibilità di ricavare idrogeno direttamente sulle navi partendo dall’acqua di mare.

 

Le slide proiettate durante l'evento dal Prof. Coppola sono disponibili nell’Area soci del Portale della Lega Navale Italiana (www.leganavale.it).

 

FOTO: European Environment Agency - European Union

Partito a fine ottobre, il progetto “MetaSea”, finanziato dal MISE, vede capofila l’azienda “Digital Atom”, startup innovativa fondata nel 2016 da studenti di Architettura e di Economia dell'Università di Catania e specializzata nello sviluppo di applicazioni per la realtà virtuale, insieme, tra agli altri, alla Sezione della Lega Navale Italiana di Aci Trezza e all’Università di Catania. 

Il progetto “MetaSea” consiste nella riproduzione di un museo marino virtuale contenente interazioni ed informazioni sull’ecosistema marino, utilizzando strumenti ed attrezzature altamente tecnologici e sofisticati, quali visori che consentano la fruizione dei contenuti immersivi in realtà virtuale, oltre agli innovativi dispositivi informatici per la realizzazione di questo tipo di contenuti, come software di modellazione, renderizzazione, macchine fotografiche e videocamere impermeabili con una massima risoluzione, in grado di catturare incredibili immagini a 360°.

La Lega Navale di Aci Trezza è impegnata nel progetto a fornire supporto logistico, in particolare per la parte relativa alle attività in mare come immersioni e rilievi fotogrammetrici.

Frutto di contributi accademici e di esperti, legati alla valorizzazione dei musei marini, il progetto mira alla realizzazione di molteplici obiettivi:

  • Un portale web per la fruizione del Museo Virtuale dell’Archeologia Subacquea e degli Organismi Marini, dove sono illustrati attraverso immagini/schede e ricostruzioni 3D i reperti di provenienza subacquea presenti nei Musei;
  • Un sistema di esplorazione virtuale e ricostruzione dei siti archeologici sommersi coinvolti nel progetto;
  • Una rete di nodi sensori sottomarini innovativi, dispiegabili in modo flessibile per il monitoraggio ambientale, funzionale alla verifica dello stato di conservazione dei siti, e alla localizzazione dei subacquei, il tutto finalizzato alla definizione di best practice per promuovere la conoscenza e il tessuto dell’archeologia subacquea;
  • Percorsi di visita sia reali che virtuali in ambienti sommersi e subacquei.

A fine ottobre sono ufficialmente iniziate le immersioni e le riprese nei fondali antistanti Capo Mulini (Acireale). Il team ha completato per la prima volta le attività di allestimento del sistema SUEX SINAPSI per la mappatura del sito del “Relitto della Timpa". Successivamente, sono state effettuate le prime immersioni e riprese nei fondali nelle acque antistanti Aci Trezza per la documentazione del sito al fine di individuare e pianificare, insieme al team tecnico-scientifico, l'acquisizione delle immagini. Il progetto potrà operare anche su altre aree oltre a quelle sopra citate, come il Parco Marino delle Egadi, di concerto con la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia.

 

FOTO: Puccio Di Stefano

È partito il monitoraggio della gazza marina (Alca torda), un'iniziativa nata da un progetto promosso dalla Sezione della Lega Navale Italiana di Napoli in collaborazione con i ricercatori della Stazione Zoologica "Anton Dohrn". Presso la Lega Navale di Napoli si stanno tenendo dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) che si concretizzano in alcuni corsi di biologia marina per studenti delle scuole di Napoli svolti dai ricercatori della SZN.

La Stazione Zoologica "Anton Dohrn" è un Ente Pubblico di Ricerca e la sua missione primaria è la ricerca sui processi fondamentali della biologia, con specifico riferimento agli organismi marini e alla loro biodiversità, in stretto legame con lo studio della loro evoluzione e della dinamica degli ecosistemi marini. Questo progetto vuole infatti cogliere l’occasione per monitorare una specie particolarmente sensibile nonché “testimone” dei cambiamenti climatici. 

La gazza marina (Alca torda) è un uccello marino simile ad un pinguino che non ha perso la possibilità di volare, di abitudini pelagiche, nidifica sulle coste e sulle isole dell’Europa nord-occidentale, Groenlandia e America nord-orientale. In inverno si allontana dalla costa e si disperde nell’Atlantico settentrionale, giungendo a sud fino alle Canarie ed entrando con pochi individui nel Mediterraneo occidentale. È una specie ittiofaga e può raggiungere le sue prede fino a 120 metri di profondità. In Italia la si osservava sporadicamente nel Mar Ligure, soprattutto da fine novembre ad inizio marzo.

In questi ultimi giorni si stanno susseguendo numerose osservazioni di gazza marina nei mari italiani che fanno supporre ad un’anomala migrazione “di invasione” da parete di questa specie artica. Di norma nei mari italiani si registrano un paio di osservazioni l’anno nella maggioranza dei casi nel Mar Ligure. Alla data del 27 novembre, sono stati censiti in Liguria ben 450 individui, una presenza tanto massiccia quanto anomala che la specie non aveva mai fatto registrare prima d’ora. Oltre ai numeri record nel Mar Ligure, vari altri individui sono stati osservati sulla costa ovest dell’Italia fino in Calabria, con ben 11 individui nel Golfo di Napoli il 25 novembre (dove la specie non veniva segnalata dal 1928). Varie presenze sono state segnalate anche intorno alle isole maggiori (Sardegna e Sicilia). Al momento gli individui più ad est rilevati si sono spinti fini al Mar Ionio, esattamente a Taranto e Porto Cesareo (Lecce).

 

Come partecipare al monitoraggio

I soci LNI che desiderino contribuire al monitoraggio possono segnalare questa particolare presenza ornitologica, inviando i dati attraverso QUESTO FORM tramite cui sarà semplice comprendere come riconoscere la specie, fornire i dati pregressi delle ultime due settimane e continuare a inviare segnalazioni nel futuro, per tutta la durata dell’inverno.  Il form è concepito nel pieno rispetto delle leggi sulla privacy non richiedendo al socio alcun dato sensibile.

Viene illustrata nella parte iniziale la specie e le caratteristiche che ne semplificano l’identificazione. Si prosegue con una domanda tesa a comprendere se chi compila il form si è fatto un’idea dell’aspetto della gazza marina rispetto ad altre specie acquatiche. Si chiede al socio la sede di riferimento, questo campo non è obbligatorio in quanto il socio potrebbe avere fra i conoscenti dei non soci che hanno effettuato delle osservazioni interessanti, a cui è invitato ad invitare il form per recuperare questi dati. Si chiede a chi compila il questionario di ubicare nel tempo e nello spazio la propria osservazione, fornire il numero di individui e se possibile il materiale fotografico. 

Nel form viene fornito l’indirizzo mail che il socio può contattare in caso di dubbi o difficoltà della compilazione.

Il progetto “nauticAttiva”, nato dalla collaborazione tra la Lega Navale Italiana e l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, mira a raccogliere informazioni e segnalazioni sui rifiuti in mare e sull’avvistamento di specie marine di interesse conservazionistico. L’approccio citizen science, basato sulle attività di monitoraggio di cittadini formati, integrato con l’uso di una app per smartphone, ha consentito di sviluppare un metodo innovativo per raccogliere osservazioni fotografiche georeferenziate sulla presenza di plastiche e microplastiche nell’ambiente marino e costiero del Sud Italia.

L’app iNaturalist-nauticAttiva, disponibile per iOS e Android, è stata sviluppata dai ricercatori dell’Università di Bari e quattro Sezioni pugliesi della Lega Navale Italiana (Brindisi, Mola di Bari, Taranto e Trani) hanno fornito il loro contributo nella fase di monitoraggio. L'app ha permesso di ottenere automaticamente immagini georeferenziate e di classificare gli elementi catturati nelle foto. Questo approccio è stato sviluppato come fase preparatoria per la pianificazione di successive attività di monitoraggio e strategie di bonifica per l'inquinamento da plastica.

Un primo studio è stato pubblicato negli scorsi giorni sulla rivista scientifica internazionale Marine Pollution Bulletin. L'attività di raccolta dati è iniziata a gennaio di quest’anno e da marzo a giugno sono state raccolte osservazioni da parte di circa 20 soci delle Sezioni LNI di Brindisi, Mola di Bari, Taranto e Trani, con un centinaio di osservazioni complessive in Puglia, Sicilia e Sardegna. Grazie al contributo dei soci LNI è stato possibile ottenere i dati immediatamente, aumentando la qualità delle informazioni raccolte in termini di tempestività.

I risultati del progetto “nauticAttiva” mostrano come i polimeri più abbondanti siano relativi ad attività ricreative svolte direttamente sulle coste, che determinano l'accumulo di materiali di plastica come tappi e coperchi di bottiglie di plastica inferiori o uguali a mezzo litro. I secondi polimeri in termini di abbondanza sono invece relativi alle attività oceaniche e fluviali, come pezzi di rete e boe.

 

Per approfondire, la versione originale dell’articolo è disponibile qui: https://drive.google.com/file/d/1HduPaNxFwNwPeV2Sh3BhnGLnmvdgVpCX/view?usp=sharing

 

 

 

Il Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Amm. Donato Marzano, insieme ai rappresentanti di diverse associazioni del cluster marittimo nazionale, ha sottoscritto la richiesta avanzata da Marevivo al governo in merito alla rapida promulgazione dei decreti attuativi della "Legge Salvamare", pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 giugno scorso.

La "Legge Salvamare" si presenta come uno strumento efficace e concreto, sostiene Marevivo nella lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri Meloni, al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin e al Ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare Lollobrigida, che “avrà un impatto ambientale immediato e concreto sulla salute dei nostri mari, laghi e fiumi, contribuendo a un ulteriore sviluppo dell’economia circolare e riconoscendo il ruolo dei pescatori nella raccolta dei rifiuti dal mare.”

Tra gli aspetti principali, la "Legge Salvamare" consente ai pescatori che recuperano rifiuti in mare di poterli portare a terra e provvedere allo smaltimento senza doverne sostenere i relativi costi o rischiare di essere denunciati penalmente per trasporto illegale di rifiuti. La legge mira, inoltre, a promuovere attività di sensibilizzazione sul riciclo dei rifiuti e di formazione nelle scuole.