Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. 

Colors: Orange Color

L’8 Giugno, solo tre giorni dopo la giornata mondiale dell’ambiente, si celebra quella degli oceani, istituita nel 1992 con la conferenza di Rio de Janeiro. Lo scopo è quello di dedicare una giornata al legame che unisce l'umanità all’oceano, di evidenziare l’importanza vitale del mare come ecosistema fondamentale, sensibilizzare alla preservazione dei suoi delicati habitat e di ricordare a tutti il ruolo principale che gli oceani hanno nella vita di tutti i giorni. In particolare la giornata mondiale degli oceani 2020 ha lo scopo di informare il pubblico dell’impatto delle azioni antropiche sull’oceano, e unire la popolazione mondiale in un progetto per la gestione sostenibile degli oceani.

Il tema di quest’anno, infatti, è proprio “Innovazione per un oceano sostenibile”, dove per innovazione si intende l’introduzione di nuovi metodi, idee o prodotti, che non rechino danni agli oceani. Si pensi per esempio che per proteggersi dai raggi UV utilizziamo le creme solari, la maggior parte delle quali però contiene elementi chimici estremamente dannosi, come l’oxybenzone che danneggia il DNA dei coralli, impedendone il normale sviluppo. Ogni anno negli oceani finiscono ben 14.000 tonnellate di creme solari, che stanno creando veri e propri disastri ambientali. Tanto che alcuni stati stanno iniziando a prendere seri provvedimenti, come le Hawaii che dal 2021 non consentirà più l’uso di creme solari. Recentemente, proprio per questo motivo, sono stati immessi sul mercato dei prodotti eco-friendly che consentono di proteggere la pelle e il mare allo stesso tempo.

Proteggere gli oceani è un nostro dovere, e durante il lockdown si è vista notevolmente l’influenza dell’uomo sui sistemi naturali. In particolar modo gli oceani, hanno ricominciato a vivere e ad essere nuovamente ripopolati e adesso più che mai hanno bisogno di essere protetti prima che sia troppo tardi.  In Italia, in occasione della ricorrenza di quest’anno, sono diversi gli eventi organizzati anche se molti saranno solo in versione online a causa dell’emergenza Covid-19. Oltre 20 centri di immersione celebreranno la Giornata con #Spazzamare, un’importante operazione di pulizia degli oceani in tutta Italia organizzata da Clean Sea Life. MareCamp, attraverso i suoi canali social, permetterà invece di seguire in streaming il monitoraggio dei delfini nel golfo di Catania. Numerosi sono anche i concorsi a tema. Quello fotografico de "Il Pianeta Azzurro”, che termina proprio l’8 giugno, premia in tre categorie le foto più belle del mare.

Gli oceani sono un’importante fonte di cibo e medicine, oltre ad una parte critica della biosfera. L’8 giugno è un giorno per celebrare insieme la bellezza, la ricchezza e la promessa dell’oceano.

Economia del mare al centro del 'Blue Economy Summit 2020', l’evento organizzato dall'assessorato allo Sviluppo economico portuale e logistico del Comune di Genova dal 29 giugno al 3 luglio a Genova che si terrà prevalentemente in streaming. "Eravamo indecisi se rimandare l'evento a settembre – spiega l'assessore comunale allo Sviluppo economico portuale e logistico Francesco Maresca – ma abbiamo scelto di lanciare un chiaro segnale di ripartenza, proponendo un programma intenso e di estrema attualità.Il mare e tutta la comunità marittima italiana devono essere il simbolo della rinascita del Paese".

L'apertura del 29 sarà dedicata a logistica ed economia dall'emergenza sanitaria alla ripartenza, e alle prospettive di sviluppo del waterfront e del porto di Genova, capitale dell'economia del mare italiana. Martedì 30 l'attenzione si sposterà sulle assicurazioni marittime e le loro evoluzioni in tempo di pandemia e di mutati profili di rischio, e sulle professioni dello yachting. Il 'modello Genova' sarà protagonista della giornata di mercoledì 1, mentre giovedì 2 luglio riflettori puntati sulle tecnologie e sull'innovazione sostenibile nella logistica marittima.

Linea Verde – il programma di Rai 1 che si occupa di natura, storia e piaceri della cucina – domenica 24 maggio sarà a Colle di Tora, in provincia di Rieti. Nel corso della puntata sarà intervistato XXX (Vice Presidente della sezione Rieti Lago del Turano), che ha dato il suo contributo alle registrazioni con la propria imbarcazioni.

Nel corso della puntata, inoltre, verranno presentate dalla Lega Navale le attività sportive che si svolgono al Lago del Turano.

Da diversi giorni ci è stato raccomandato dal Governo di restare a casa e di uscire solo per estrema necessità, causa emergenza epidemiologica dovuta al virus SARS-CoV-2, meglio conosciuto come CoVid-19 o Coronavirus. Mentre molti di noi stanno cercando di passare il tempo nel miglior modo possibile, chi lavorando in Smart working, chi studiando, altri dilettandosi in cucina, lì fuori la natura si sta riappropriando di ciò che le spetta: il pianeta Terra.

In questi giorni di quarantena forzata, infatti, numerosi sono stati gli avvistamenti di animali in situazioni o luoghi inusuali, non solo nelle campagne o nei boschi, ma anche nei centri abitati. Non sarebbe una novità vedere nuotare nelle acque di Cagliari i simpaticissimi delfini, se non fosse che in questo periodo si sono spinti oltre, fino sotto la prue delle imbarcazioni in ormeggio nel porto! Piacevoli avvistamenti sono stati fatti anche a Trieste e a Reggio Calabria, dove incontri di questo genere sono molto più rari a causa della presenza dell’uomo.
I parchi di Milano, invece, sono stati letteralmente presi d’assalto dalle lepri, mentre nei più rinomati Navigli, famosi per la vita mondana del capoluogo lombardo, sono tornati i maestosi cigni. A Roma, invece, i Germani Reali si sono concessi un bagno nella famosa “Barcaccia” di piazza di Spagna. E’stato entusiasmante, poi, apprendere che in Abruzzo sono stati avvistati non solo caprioli, ma anche i lupi, animali ormai fortemente minacciati dalle attività antropiche.

Effetto secondario del coronavirus, ma non per importanza, è stato certamente il rallentamento delle attività produttive e degli spostamenti, con conseguente diminuzione dell’inquinamento atmosferico e idrico. Ne sono un esempio gli infiniti e affascinanti canali della città di Venezia, in genere sporchi e sudici, ora, invece, caratterizzati da acqua limpida e cristallina.

Così mentre noi siamo in casa, annoiati, un po’ tristi e amareggiati, senza poter svolgere le nostre attività quotidiane, senza poter sorseggiare un caffè in compagnia di un buon amico, senza poter abbracciare parenti, la natura la fa da padrona e ci fa capire che senza la nostra presenza LEI sta benissimo e che può andare tranquillamente avanti senza il nostro aiuto. Pertanto ora sta a noi, oggi più che mai, mantenere tutto ciò che di buono ha (paradossalmente) costruito il CoVid-19, mostrandoci la natura in tutta la sua straordinaria bellezza. Facendociriscoprire il piacere del silenzio, il canto degli uccelli, e tutte quelle piccole cose che la natura ci ha sempre mostrato, ma che non siamo mai stati in grado di vedere, capire ed apprezzare.

Ci auspichiamo che i numerosi progetti di difesa, tutela e monitoraggio ambientale proposti dalla Lega Navale Italiana, possano in qualche modo contribuire al mantenimento dei risultati sopracitati. Tra questi progetti ricordiamo il Concorso, di concerto con il MIUR, che mira a sensibilizzare i ragazzi delle scuole italiane all’inquinamento da plastica in mare e ai cambiamenti climatici, ovvero il Progetto A.MAR.SI, formulato in accordo con l’ISPRA (ISTITUTO SUPERIORE PER LA RICERCA AMBIENTALE), che si prefigge l’obiettivo di raccogliere informazioni su specie marine di particolare pregio, secondo comportamenti ambientalmente corretti e sostenibili.

Tutti noi speriamo che questa pandemia globale termini il più presto possibile, in modo tale da riappropriarci in modo più consapevole ed altruistico delle nostre vite.

Nel corso degli ultimi mesi si sono tenuti a Firenze una serie incontri per promuovere una rete collaborativa di buone pratiche per la pulizia del mare, delle spiagge, dei corsi d’acqua e dei fiumi.

I numerosi eventi sono frutto di quello che è il Manifesto Collaborativo Toscana Pulita, il quale ha avuto molte adesioni da parte di molte associazioni, tra cui Legambiente, Anci Toscana, Consorzi di Bonifica ma anche da parte della Lega Navale Italiana e delle sue sezione site nella regione Toscana.

In particolare nell’ultimo incontro che si è tenuto il 7 febbraio u.s in Piazza Duomo, Sala Pegaso di Palazzo Strozzi, si è lavorato sulla Tre Giorni di Toscana Pulita, la mobilitazione festosa all’insegna della partecipazione delle buone maniere per l’ambiente e che riguarderà la pulizia straordinaria dei fiumi e dei corsi d’acqua nelle date 20, 21, e 22 Marzo, in occasione della  Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebrerà proprio il giorno 22 Marzo.

Questa manifestazione sarà un’occasione di festa e di valorizzazione del lavoro che tante associazioni di volontari compiono nel corso di tutto l’anno.

Le operazioni di pulizia, ha rassicurato, l’Anci Toscana, che riunisce i Consorzi, avverranno in luoghi accessibili a tutti. Lungo gli argini o dove in genere si fanno camminate di piacere, e che i rifiuti raccolti dai partecipanti non avranno alcun tipo di pericolosità.

Obiettivo della Regione Toscana è quello di coinvolgere anche le scuole, come sta facendo già da tempo la Lega Navale Italiana con i concorsi in collaborazione con il MIUR, per promuovere la cultura dell’ambiente attraverso gesti quotidiani anche tra i più piccoli, che forse in questo momento sono gli unici a capire davvero una grande problematica, quella dell’inquinamento, e gli unici a poter trasmetterlo a noi grandi.

Ci auguriamo pertanto che siano tante le adesioni alla Tre Giorni di Toscana Pulita e che questa manifestazione sia uno spunto per molti, e l’inizio di una grande avventura, in favore del nostro Pianeta, che dovrebbe coinvolgere ogni sezione della LNI e ogni nostra regione, non solo la Toscana.

Da tempo, l’ambiente marino è diventato il protagonista di convegni, congressi, eventi e mostre, ma negli ultimi tempi l’attenzione è cresciuta significativamente.

Nel corso di questi ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza che le pressioni antropiche sugli ecosistemi marini siano troppo elevate e lo sfruttamento delle risorse marine sempre più intenso, e che il loro impatto sulle acque marine debba essere contenuto ed auspicabilmente ridotto. Il mare è generalmente visto come un posto dove andare a fare il bagno in estate, un posto in cui si pesca o si va in barca, un posto dove andare a prendere il sole o a fare una passeggiata, ma in realtà il mare è molto di più: svolge un ruolo essenziale e fondamentale per la vita sul pianeta Terra e tutti noi dipendiamo direttamente o indirettamente dagli effetti legati agli oceani.

Agli oceani è infatti, attribuibile il merito di aver reso la Terra abitabile e che ne siamo consapevoli o no, la specie umana dipende dal mare per la sopravvivenza. Mari ed Oceani sono fonte di cibo, regolano il clima e la composizione chimica dell’atmosfera, ed hanno effetti determinanti sul ciclo dell’acqua e sulle condizioni metereologiche. Dal mare si raccolgono molti prodotti, comprese le alghe per il cibo e per i medicinali salvavita. Direttamente o indirettamente nutre l’intero pianeta.

Nonostante tutto questo, i mari sono perennemente minacciati. Con le sue attività, infatti, l'uomo li inquina con acque di scarico, petrolio, pesticidi e plastica.Ma questo è un discorso già ampiamente affrontato.

Un problema che forse non tutti hanno chiaro è come l’uomo possa cambiare il clima, influenzando, così, le temperature degli oceani.

Sicuramente le industrie e i grandi incendi, soprattutto quelli dolosi come quelli avvenuti recentemente in Australia, sono alla base delle emissioni di gas in atmosfera. Ma anche l’uomo, preso singolarmente, ne è la causa. Ognuno di noi, chi più e chi meno, ogni giorno utilizza automobili, impianti di climatizzazione, camini e stufe.

Le incessanti emissioni di Anidride Carbonica,immessa in atmosfera dalla combustione dei materiali fossili, provocano un aumento del livello di acidità e di temperatura degli oceani. Questi infatti, scambiano continuamente anidride carbonica con l'atmosfera, ma ogni anno ne immagazzinano più di quanta ne rilascino, provocando un abbassamento del PH delle acque degli oceani portandolo da 8,25 a 8,14. Questo processo di continua acidificazione degli oceani comporta lo scioglimento dei gusci calcarei delle conchiglie dei molluschicostituite da carbonato di calcio(CaCO3). Gli oceani ed i mari in generale, agiscono dunque da tampone per l’anidride carbonica, e svolgono un ruolo importante nella rimozione della stessa dall’atmosfera.

Tra gli ecosistemi che più risentono dell’aumento delle temperature dell’acqua, del riscaldamento globale e dell’acidificazione dei mari, vi sono le barriere coralline, hotspot (centri)di grande biodiversità marina. Basti pensare che solo nel 2016 si è perso il 30% delle barriere coralline mondiali.

Il riscaldamento globale sta inoltre causando lo scioglimento dei ghiacciai ed un innalzamento del livello marino, che nel 2100, nelle peggiori delle ipotesi, oscillerà tra i 52 e i 98centimetri e potrebbe causare la perdita di alcune tra le isole più belle del mondo, come quelle delle Maldive, dei caraibi o le isole Indonesiane, mentre la maggior parte delle coste, se non sommerse del tutto, potrebbero essere fortemente modificate. Ancora, lo scioglimento dei ghiacciai sta mettendo in crisi tutte le specie a loro strettamente legate, in particolare quelle del polo artico (Polo Nord) dove lo scioglimento sta avvenendo in modo più repentino che altrove. Gli orsi polari, per esempio, stanno vedendo il loro habitat quasi cancellato e le superfici ghiacciate sulle quali cacciare, visibilmente e notevolmente ridotte.

Secondo il WWF, il 2020 è un anno fondamentale per evitare la catastrofe climatica. Molti paesi rivedranno e presenteranno delle strategie a lungo termine, ambiziose per avvicinare il mondo all’obiettivo di limitare il riscaldamento a -1.5° e ridurre quindi le emissioni di gas in atmosfera entro il 2030, anno limite entro il quale potremmo ancora sperare e fare qualcosa per il nostro Pianeta.