Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. 

Il navigatore siciliano che a bordo di LiscaBianca realizzò il giro del mondo, torna a Palermo grazie a Comune di Palermo e Autorità Portuale che accolgono la proposta di intitolare a lui il lungomare della Cala.

La cerimonia è avvenuta alla Cala (in corrispondenza della sede nautica della Lega Navale Italiana, di fronte al civico 50), proprio davanti all’ormeggio di LiscaBianca. La data scelta per l'intitolazione di “Lungomare Sergio Albeggiani - Navigatore” è stata quella di giovedì 29 ottobre, a 36 anni di distanza da quando Sergio Albeggiani e sua moglia Licia partirono a bordo di LiscaBianca per un viaggio che, nella sua eroica semplicità, rappresenta ancora oggi una delle imprese più romantiche e mitiche della marineria siciliana, forse italiana.

Questo “ritorno” di Sergio Albeggiani a Palermo è possibile proprio grazie a un lavoro di sinergie e collaborazioni a diversi livelli, costruite nel tempo. L’iniziativa parte infatti da Associazione LiscaBianca insieme a Lega Navale Italiana - Sezione di Palermo Centro, che da anni collaborano su progetti di vela solidale e attività volte all’inclusione sociale attraverso lo sport e la navigazione. L’idea di intitolare la banchina a Sergio Albeggiani ha facilmente trovato sponda favorevole nel Comune di Palermo, attento ai temi dell’inclusione e della riqualificazione urbana.

La proposta è stata accolta con favore anche dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale, che ha competenza per le zone adiacenti al porto, il cui Presidente Pasqualino Monti commenta così la decisione di concretizzare una proposta e un patto di collaborazione che rende omaggio e guarda con rispetto al passato proiettandosi al futuro.

Come tutti gli anni a Sabaudia è stata celebrata la consueta Festa Patronale della Santissima Annunziata, che vede la scultura della Madonna approdare al Belvedere dopo un breve percorso in barca sul lago di Paola. Tuttavia, a causa dei limiti imposti dall’emergenza epidemiologica, quest’anno a non c’è stata la consueta partecipazione.


Una volta approdata, la scultura di Maria è stata presa in consegna dai volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile, capitanato da Girolamo Terranova, per essere condotta sull’ampio piazzale laterale della Parrocchia, dove il Vescovo della Diocesi di Latina, Mons. Mariano Crociata, ha officiato la Santa Messa con l’assistenza del parroco Don Massimo Castagna e degli altri sacerdoti della Santissima Annunziata. Al corteo presenti pochi fedeli al seguito.


Durante la Cerimonia Eucaristica, oltre ai fedeli, erano presenti anche alcune rappresentanze dei Corpi Istituzionali, delle associazioni combattentistiche e d’arma del territorio e il primo cittadino di Sabaudia, Giada Gervasi, che ha espresso un ringraziamento “per i rappresentanti religiosi, delle forze dell’ordine e militari, per la Polizia Locale e per la cittadinanza, che non ha fatto mancare la propria partecipazione in un giorno così importante per Sabaudia”. Il sindaco ha poi ringraziato anche Don Massimo Castagna, dei confratelli della Parrocchia Santissima Annunziata e dei volontari della Protezione Civile “per il quotidiano impegno nell’affrontare insieme e fattivamente questo delicato periodo legato all’emergenza sanitaria”.

 

La città di Monfalcone torna ad ospitare uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti delle barche a vela d’epoca e classiche. Dal 12 al 13 settembre 2020 lo Yacht Club Hannibal, diretto da Loris Plet, organizza insieme alla Società Nautica Laguna la quarta edizione dell’International Hannibal Classic – Memorial Sergio Sorrentino. L’evento è patrocinato dalla FIV, Federazione Italiana Vela, e dall’AIVE, l’Associazione Italiana Vele d’Epoca anche responsabile della stazzatura delle imbarcazioni.

Anche nel 2020 la regata sarà dedicata al velista Sergio Sorrentino, scomparso nel 2017, il campione della classe Dragone fondatore del Marina Hannibal dove verrà ospitata la flotta. Sponsor della manifestazione W-EYE (occhiali da sole e vista in legno), Fare Cantine-Architettura del vino, Gianmaria Amatori prodotti cosmetici della Val Badia, Studio Attuariale Visintin & Associati, Marina Hannibal.

All’International Hannibal Classic potranno iscriversi gli yachts in legno o in metallo di costruzione anteriore al 1950 (Yachts d’Epoca) e al 1976 (Yachts Classici), nonché le loro repliche individuabili secondo quanto disposto dal “Regolamento per la stazza e le regate degli Yachts d’Epoca e Classici - C.I.M. 2018-2021”. Le barche che non hanno mai avuto un certificato di stazza CIM e che intendessero richiederlo per fruirne subito, potranno ottenerlo con visita di stazza gratuita se ne faranno richiesta all’atto dell’iscrizione al IV Hannibal Classic e se disponibili a Monfalcone dall’11 settembre p.v. Per queste barche la quota associativa all’AIVE avrà effetto per l’intero 2021.

Previste classifiche separate per gli Yachts progettati da Carlo Sciarrelli e per la categoria “Passere”. Tra le adesioni già pervenute quelle di Santa Maria Nicopeja del 1901, di Al Na’Ir III, Ciao Pais, Flora, Coch Y Bondhu, Gilla del 1950, Hwyl, Nembo II, Sagittario della Marina Militare, Serenity e le Passere Capriccio e Vera. L’ammissione di altre tipologie di imbarcazioni come gli ‘Spirit of Tradition’ verrà valutata a insindacabile giudizio del comitato organizzatore. Gli scafi partecipanti, visitabili dal pubblico all’ormeggio, saranno ospitati gratuitamente presso lo Yacht Club Hannibal a partire dall’11 settembre. Due le regate previste, nelle giornate di sabato e domenica, intervallate la sera del sabato da un dinner buffet per armatori ed equipaggi.

Domenica 9 agosto è in programma il tradizionale “Trofeo del Corallo”. E’ la prima manifestazione in Italia riservata agli armi tradizionali di vela latina – organizzata dalla Sezione di Alghero della Lega Navale Italiana, in collaborazione con il Consorzio del Porto di Alghero e con l’Associazione Aivel – in quest’anno sconvolto dal Covid. In palio il “Trofeo del Corall–Memorial Franco Gallo”.

Domenica, dopo la registrazione degli armi, alle ore 10:30 è in programma il briefing degli armatori e, alle 12, l'appuntamento in mare, con l’avviso di partenza della prima delle due prove in programma. Alle 18, spazio alla premiazione.

Riceviamo dalla sezione di Torre del Greco e pubblichiamo la storia della sezione.

 

 

Nel giugno del 1897 nasceva ufficialmente la Lega Navale Italiana, con la costituzione a La Spezia di un Comitato Centrale e l’uscita a dicembre del primo numero della sua rivista mensile illustrata. Nata da una idea del famoso “Jack la Bolina” alias Augusto Vittorio Vecchi, ufficiale di Marina e scrittore di cose marinare, la Lega Navale Italiana si proponeva “per unico scopo (…) qualsiasi misura che tenda a curare ed a migliorare le condizioni della nostra marina militare e per naturale riflesso anche quelle della marina mercantile.”, come si leggeva nella presentazione del primo numero della rivistaLega Navale Italiana Mare Nostrum”.

Due anni dopo, nel giugno del 1899 la prima Assemblea generale discute dello Statuto dell’Associazione, inserendovi anche un articolo piuttosto all’avanguardia per il tempo: l’ammissione delle donne e la loro partecipazione alle stesse condizioni dei soci maschi. Le maggiori cariche sociali e le adesioni alla nuova istituzione provengono dalla Marina Militare, dagli ambienti politici e dall’élite della società del tempo. In quella prima fase la Lega Navale individuava come sua missione la propaganda patriottica a favore della Marina italiana che, a parere dei fondatori, soffriva in quel momento storico di scarso prestigio tra le potenze marittime del Mediterraneo.

Era dunque ovvio che i fondatori cercassero, e trovassero, il sostegno di personaggi influenti in campo politico e militare. Tra le prime adesioni si distinsero i principi di Casa Reale e politici di alto rango come il Ministro della Marina Benedetto Brin e Giovanni Bettolo, che in futuro avrebbe assunto la stessa carica, o Luigi Pelloux che di lì a poco sarebbe stato nominato Presidente del Consiglio.

Nel febbraio 1907 La Lega Navale Italiana venne eretta con regio decreto ad Ente Morale e nel dicembre dello stesso anno anche Torre del Greco ebbe la sua sezione, grazie al vasto consenso ed alle molte adesioni raccolte da chi aveva lanciato la proposta qualche mese addietro, come si deduce dal trafiletto pubblicato sulla rivista della Lega Navale nel settembre 1907, nella rubrica “Appunti di lettura e Notizie”.

 “A Torre del Greco si sta istituendo una nuova sezione della Lega Navale per iniziativa di alcuni ferventi apostoli dell’idea navale italiana: il dott. Prof. G. Villone, il sig. L. Sorrentino, l’avv. F. P. Buoninconti, ecc., ecc.
Il sig. L. Sorrentino, direttore-proprietario del locale periodico La Torre, ha pubblicato in proposito, nel suo giornale del 4 settembre, un assennato ed elevato articolo, in cui dimostra di quali grandi vantaggi morali e materiali sarebbe feconda la creazione di una sezione della L.N.I. colà. Ci auguriamo che Torre del Greco, città marittima e industriale di belle ed onorate tradizioni, sappia intendere la voce diquesti generosi, assecondarne gli sforzi, ed entrar presto nel novero delle città d’Italia che intendono la nuova missione sociale e politica del nostro Paese.”

Gli sforzi dei primi ideatori del progetto si conclusero con successo il primo dicembre 1907, con l’apertura ufficiale della sezione torrese della Lega Navale Italiana i cui soci provenivano dalla cerchia degli amministratori locali, dei professionisti, degli armatori e dei commercianti di corallo della città. La sede fu fissata in Piazza Santa Croce presso il “Circolo Pro Torre”, che si era attivamente adoperato col comitato promotore per la nascita della associazione.  La cerimonia inaugurale si svolse con una conferenza tenuta nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale dal professor Enrico Cocchia dell’Università di Napoli e attivo nella Lega Navale partenopea. Ancora una volta, per un resoconto dell’evento, ci soccorre la rivista “Lega Navale Mare Nostrum” con due articoli pubblicati sul numero del febbraio 1908 alle pagine 9 e 12, di cui si trascrivono le parti più significative.

Il primo (pag. 12) è tratto da “Cronaca delle Sezioni” e il suo stile sembra suggerirne la provenienza dal periodico “La Torre”.

Domenica 1° dicembre, nella Sala Comunale sfarzosamente addobbata a cura dei componenti il comitato promotore e del Circolo Pro-Torre fu tenuta l’annunziata conferenza dell’illustre professore Enrico Cocchia della R. Università di Napoli sulle idealità e finalità della Lega Navale di cui si istituisce a Torre una sezione. L’insigne uomo (…) fu ricevuto a piè dello scalone del palazzo comunale dall’avv. Nicola de Dilectis presidente del comitato promotore e del Circolo Pro-Torre e da lui fu presentato ai numerosi intervenuti. Fra questi notammo: il cav. Bartolomeo Mazza pel Sindaco; gli assessori Albanese, Pantaleo, Capriola e Vitelli; Mazza consigliere provinciale; i consiglieri comunale Giglio, M. Polese, cav. uff. Beneduce; il pretore De Filippis, il colonnello dott. Cervasio, il rappresentante la Capitaneria di Porto, il cav. Prof. Taverna, l’avv. P. Palomba, l’avvocato Federico di Martino, il nostro direttore Sorrentino, il signor Rinaldi con la sua elegantissima signora, i signori Lullo, G. Mazza, Palmerino Loffredo, Antonio Loffredo, Luigi Manguso con i figli Luigi e Francesco, il comandante delle guardie municipali Perriccioli, il dottor Matteo Cervasio, quasi tutti i componenti del Circolo Flavio Gioia, i rappresentanti dei Circoli «Liberale» e «Indipendente». I componenti del Circolo Pro-Torre erano al completo (…).

Si passò quindi nella sala consigliare già gremita di scelto pubblico. Prese per primo la parola il Presidente del Comitato, avv. De Dilectis, il quale lesse le adesioni del cav. dott. Brancaccio e del professore Giuseppe Villone che si diceva presente con lo spirito alla bella festa non potendovi intervenire perché infermo. Presentò poi l’illustre conferenziere dicendo che tutte le cose belle sono sospinte dal plauso di tutti, e perciò la bella iniziativa del Circolo Pro-Torre, di cui egli si onora di essere il presidente, ha visto concordi le autorità tutte e sì gran numero di cittadini. Mandò un saluto al prof. Villone che è stato gran parte dell’iniziativa e diede senz’altro la parola al prof. Cocchia (…). Dopo la dotta conferenza dell’illustre uomo (v. pag. 9) si passò nei locali del Circolo Pro Torre dove fu offerto un ricevimento (…). Gli onori di casa furono fatti con perfetta signorilità dai soci tutti, fra i quali si distinsero specialmente il presidente De Dilectis ed i signori Giuseppe Di Rosa, Stefano Palomba, Dottor Giovanni Beneduce, Bernardino Sessa, Raffaele Mazza. Luigi Gentile, Silvestro Costabile.                                          

                                                          ***

Nella prima Assemblea dei soci tenutasi il giorno 19 u.s. procedutosi alle elezioni delle cariche sociali, risultarono eletti i seguenti signori: Presidente Cav. Bartolomeo Mazza; Vice-Presidenti: Avv. Nicola De Dilectis, Prof. Giuseppe Villone; Consiglieri: Cav. Prpf. Enrico Taverna, Avv. Federico De Martino, Albanese Tommaso, Loffredo Palmerino, Ascione Giovanni; Cassiere: Di Rosa Giuseppe; Segretario: De Martino Alberto; Vice-Segretario: Sessa Bernardino.”.

Enrico Cocchia, ospite d’onore della cerimonia inaugurale, era un esimio latinista e filologo ed eminente studioso del suo tempo. La sua conferenzafu riportata in sunto alla pagina 9 dello stesso numero della rivista della Lega Navale da cui è tratto l’articolo precedente.

L’oratore in un lungo preambolo ricordò il predominio che l’Italia aveva avuto sul mare al tempo delle gloriose Repubbliche Marinare e la perdita di quel primato nei secoli successivi, fino alla unificazione politica della penisola. All’alba di quella Unità Il Meridione non mostrò di avere piena consapevolezza che il suo nuovo destino si proiettava sul mare e nelle attività marinare e “lasciò inoperosa questa feconda sorgente di vita nuova”. Mentre il Nord del paese creava le sue industrie, i figli del Sud erano spinti dalla miseria verso le terre d’oltre Atlantico in cerca di fortuna, ma fu solo “esportazione di forza muscolare”, rassegnandosi alla “modesta funzione di collaboratori del lavoro straniero”.

L’Italia, continuò il conferenziere, sembrava ignara della profonda verità alla base del detto americano “chi governa le onde governa il mondo” e osservava inetta che le Marine straniere sviluppassero le loro flotte. Riportò poi le sue riflessioni al più ristretto ambito della realtà torrese: “Privi di mezzi adatti per l’esplorazione del mare, aspettiamo forse che gli stranieri vengano a sfruttare le nostre rive per la pesca del corallo e delle spugne, che l’abilità marinara di Torre del Greco strappa ancora, con difficoltà infinita ed industria primitiva al non invido scoglio delle nostre marine. Ed esercitiamo la pesca senza alcuno di quei mezzi che l’industria ha offerto all’esplorazione del fondo marino e alla conservazione dei suoi tesori. A questa iniziativa la Lega Navale offre generoso incentivo colla sua propaganda. Ma occorre che il concorso pubblico la renda efficace (…).Ora conviene che l’iniziativa municipale rivendichi a sé l’antica autonomia e si volga con coraggio a rendere efficace l’opera associata di tutti gli elementi vivi ed attivi, che son pronti ad entrare nella sfera della sua azione. Occorre però l’opera dell’individuo e quella della cooperazione collettiva a sì nobile meta. La sezione della Lega Navale di Torre del Greco ha sentito questa nuova parola di luce e di vita. E si è volta con fede ad accoglierne l’impulso suggestivo della direzione centrale. Possa un abile pilota guidarla con fortuna verso i nuovi destini, riservati a questa plaga, dove ancor vive l’incanto fascinator delle Sirene.”

Non abbiamo dati e informazioni che ci indichino per quanto tempo sia stata operante quella prima sezione torrese della Lega Navale Italiana, né quanti soci abbia raccolto o quando si sia disciolta. Ulteriori tentativi di rifondazione avvenuti negli anni Settanta del Novecento, con Presidenti Della Monica e Frulio, ebbero breve durata fino ad arrivare, nel 1995, all’apertura della attuale sezione che con le varie Presidenze, da quella di Angelo Crispiatico fino all’attuale, unisce alla pratica sportiva e diportistica la diffusione dell’amore per il mare in tutte le sue forme e attraverso le più diverse articolazioni, in piena adesione allo spirito dell’attuale Statuto.

L’AIVE, Associazione Italiana Vele d’Epoca, a causa delle direttive governative riguardanti l’epidemia di Coronavirus, ha rinviato la prevista conferenza di presentazione a Roma di sabato 7 marzo e annunciato il calendario ufficiale delle regate di vele d’epoca del 2020.

L’AIVE, Associazione Italiana Vele d’Epoca, sodalizio fondato nel 1982, ha annunciato il calendario ufficiale delle regate di vele d’epoca del 2020. Le competizioni verranno organizzate sotto l’egida dell’AIVE, che è membro del C.I.M., il Comitato Internazionale del Mediterraneo che sovrintende ed emana la normativa relativa alle regate di barche d’epoca. Diverse centinaia gli yachts d’epoca attesi sulle linee di partenza delle varie regate e ben 16 gli appuntamenti in calendario, validi ai fini dell’assegnazione dei quattro trofei stagionali messi in palio: la Coppa AIVE del Tirreno, la Coppa AIVE dell’Adriatico, il Trofeo Artiglio e la “The Olin Stephens II Centennial Cup”, Coppa offerta dalla Sparkman & Stephens Association e contesa tra gli yachts progettati dal leggendario architetto navale statunitense, scomparso nel 2008 all’età di 100 anni, muniti di certificato di stazza CIM. Saranno sostanzialmente tre le categorie nelle quali verranno suddivise le imbarcazioni partecipanti: le Epoca (varo avvenuto prima del 1950), Classiche (varo avvenuto tra il 1950 e il 1975) e Spirit of Tradition (barche di più recente costruzione realizzate su linee tradizionali). Saranno sempre 16 gli altri appuntamenti internazionali e indipendenti, dunque non validi ai fini dell’assegnazione dei trofei stagionali, che coinvolgeranno il mondo degli yachts d’epoca, distribuiti tra la Francia, la Corsica, la Spagna e un evento in Grecia sull’isola di Spetses.

Tra le riconferme in Tirreno la seconda edizione di “Ritorno in Capraia” del 12-14 giugno, che quest’anno si svolgerà su un percorso diverso da quello dell’anno passato. Riconfermata anche la terza edizione di “Le Vele d’Epoca nel Golfo” della Spezia, manifestazione che anno dopo anno si conferma come uno degli appuntamenti più attraenti per armatori ed equipaggi. La banchina del borgo ligure delle Grazie tornerà infatti ad offrire, contestualmente alle regate, eventi culturali a terra legati alle tradizioni marinare. Gli appuntamenti “Argentario Sailing Week”, “Grandi Vele Gaeta” e “Le Vele d’Epoca a Napoli” verranno svolti con cadenza settimanale in maniera consequenziale a partire dal 16 giugno e fino al 5 luglio, in una sorta di ideale discesa della flotta dalla Toscana fino in Campania. Ventiduesima edizione invece per “Le Vele d’Epoca di Imperia”, dal 10 al 13 settembre, storico appuntamento che dallo scorso anno ha riattivato la cadenza annuale. La chiusura di stagione sarà ancora una volta rappresentata dal raduno Vele Storiche Viareggio, dal 15 al 18 ottobre, anche sesta e ultima prova del Trofeo Artiglio 2020. Immutati i cinque appuntamenti dell’alto Adriatico che comporranno la Coppa AIVE dell’Adriatico, che coinvolgeranno le località di Sistiana, Venezia, Monfalcone e Trieste.