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La seconda Conferenza del 2019 "Ecomissione in catamarano", organizzata dalla sezione di Milano della Lega Navale Italiana, ha avuto ottimo riscontro: tre giovani velisti che hanno fatto il giro della Sardegna con un piccolo catamarano, per "pulire" il mare e le spiagge e lanciare un messaggio per l'ambiente.  Il racconto della loro esperienza, l'incontro con la gente che li ha accolti, il loro entusiasmo, le peripezie a bordo di un formula 18 che ha circumnavigato la Sardegna a tutta velocità.

Tutto è nato quest'anno prima dell'estate come ci hanno raccontato  i tre protagonisti nella serata dedicata al loro viaggio, tra i quali troviamo Alberto Brioschi, Istruttore di Lega Navale Italiana Milano. 

I tre velisti nell'estate 2019 hanno girato tutte le coste della Sardegna con lo scopo di "raccogliere" i rifiuti che trovavano in mare e sulla costa e per sensibilizzare le persone che incontravano durante il loro viaggio. Un catamarano Formula 18,  23 giorni di viaggio,  24 anni di età media e ....un  sogno realizzato! Una forte testimonianza , per affrontare il tema della protezione dell'ambiente in modo costruttivo e divertente e per parlare di navigazione  nel nostro stupendo mare.

A Milano un secondo appuntamento con il docu-film "La voce del mare". L’appuntamento è fissato per lunedì 11 novembre alle ore 21.00, presso il cinema di Mare Culturale Urbano (Via Gabetti, 15). Fabio Dipinto è un giovane regista che ha "girato" il mediterraneo in barca a vela ed ora racconta il legame che da sempre ci unisce al mare.

La Voce del Mare - da un’idea di Marco Simeoni, regia di Fabio Dipinto – è un film documentario che intende raccontare, da diverse angolazioni e punti di vista, le emozioni universali e il rapporto che l’uomo ha instaurato con il mare.

Perché da millenni l’uomo si relaziona in innumerevoli modi al mare? Qual è il filo invisibile che li tiene uniti? Partendo da queste domande il film dà vita a un percorso di ricerca nelle profondità dell’animo umano e del Grande Blu. Attraverso un lungo viaggio in barca a vela nel cuore del Mediterraneo e nei mari del Nord, il docufilm vuole essere un inno d’amore verso il viaggiare lento e il costruire se stessi.

Grande serata di spettacolo, divertimento e letteratura all’Howtan Space di Roma. Presso lo spazio espositivo di via dell'Arco de' Ginnasi si è tenuta la presentazione de “Il senso del tempo” (Ventura Edizioni, 147 pagine), seconda opera dello scrittore Riccardo La Cognata (capo dell’Ufficio di Presidenza UIM).

“Il senso del tempo” racconta la vicenda di Vasco Mattini, cuoco sopraffino e uomo colto e intelligente, ma di carattere schivo e incline alla misantropia, fino all'odiosità. Un neuropsichiatra boliviano di fama mondiale ha l'infelice idea di morire nel suo ristorante e Vasco, dapprima stizzito dall'evento,  si ritrova affascinato dalle ricerche dello scienziato e comincia a indagare non sulla morte in sé, ma sulle più interessanti e sconvolgenti ragioni del decesso, insieme all'amico carabiniere Sauro Corezzi.
Vasco scoprirà che il tempo è un vero e proprio senso, come l'olfatto o il tatto o il gusto, che non si può percorrere a ritroso né ripercorrerlo, ma solo andare avanti e al più anticipare gli eventi con approssimazione e in base alle proprie scelte, e che musica, filosofia e matematica hanno un filo che li lega.
Ma c'è chi queste nozioni le conosce e le ha elaborate da millenni e si muove in uno spazio e un tempo sospeso altrove, pronti ad intervenire per evitare che si possano diffondere scriteriatamente. Vasco e Sauro, senza saperlo, sono nel loro mirino.

Tanti gli ospiti accorsi all’Howtan Space per la presentazione del secondo libro dell’eclettico avvocato ragusano (al suo esordio l’anno scorso con “La Transazione”). Tra loro anche la doppiatrice Domitilla D’Amico – voce italiana, tra le altre, di Scarlett Johansson, Emma Stone ed Anne Hathaway – che è stata parte integrante della presentazione, prestando la voce per uno sketch con l’autore del libro.

Grande successo per la prima edizione della della “Roma Canoe Marathon – Pagaiando per l’Ambiente”, che lo scorso week end ha radunato sul Tevere centinaia di canoe, kayak, sup, dragon boat, gommoni da rafting, imbarcazioni singole e multiposto. Moltissimi i presenti, tra gareggianti e curiosi, che hanno assistito alla gara agonistica (14 km), contestualmente alla discesa amatoriale con partenza da Ponte Milvio ed arrivo a Castel Sant’Angelo.

Partecipazione importante per la Lega Navale Italiana, che ha partecipato con una rappresentanza di iscritti della Sezione di San Benedetto del Tronto e di Rieti – Lago del Turano, impegnati nella discesa in canoe.

Una grande partecipazione di appassionati, agonisti o semplici curiosi, per testimoniare l’amore verso un fiume che – a detta degli studiosi – risulta essere il più importante al mondo sotto l’aspetto culturale e storico. Un messaggio di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente e in particolare delle acque.

La Sezione di Livorno della Lega Navale Italiana parteciperà alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, indetta dal Comune di Livorno.

Lunedì 18 novembre – con il supporto del Centro di Cultura Ambientale della Presidenza Nazionale ed alla presenza del Vice-Presidente Nazionale, Amm. Piero Fabrizi – il Prof. Adriano Madonna terrà una relazione sui cambiamenti climatici e sull'effetto delle microplastiche, in due distinte occasioni: alle ore 9:00 (presso l'Istituto Nautico Cappellini) a favore degli studenti delle scuole primarie e secondarie, ed alle ore 15:30, a favore della cittadinanza nella struttura di biologia marina presso lo "Scoglio della Regina".

Ad entrambi gli eventi interverranno l'Assessore all'Ambiente del Comune di Livorno, prof.sa Giovanna Cepparello, rappresentanti dell'Accademia Navale e della Capitaneria di Porto.

La barca a vela come inclusione e opportunità di rilancio. Questa è l’idea al centro del progetto ideato dall’Architetto Sandro Dattilo, presidente della sezione di Reggio Calabria della Lega Navale Italiana, che ha partecipato all’ultima Barcolana con la “Evai”. La particolarità sta nell’equipaggio: tre ragazzini del carcere minorile di Reggio Calabria, addestrati per mesi dagli uomini della Lega Navale locale per apprendere le regole del mare e partecipare alla regata più grande del mondo. Il tutto a bordo di uno sloop di 12 metri, confiscato alla criminalità organizzata e rimasso a nuovo dai soci della Lega Navale a loro spese.

«Un progetto – ha dichiarato Dattilo a Leganavalenews.it – per il quale abbiamo trovato le energie e avuto il nulla osta dal ministero della Giustizia». Anche la storia dell’imbarcazione, va sottolineata: «Fino al 2014 era stata utilizzata per la tratta umana. Trasportò dalla Turchia ben sessanta disperati, in uno spazio che è piccolo anche solo per noi, e l'ultima sera una donna aveva persino partorito a bordo. Oggi la stessa barca, da strumento di morte che era, restituisce la speranza a questi giovanissimi ragazzi che possono ancora cambiare il loro futuro», ha spiegato Dattilo.

Parlando di come questi ragazzi, tra i 14 ed i 21 anni, si sono approcciati all’esperienza, Dattilo ha precisato che «l'addestramento ha preso il via a giugno. Ho rinunciato a tutte le mie ferie estive per consentire a questi ragazzi di vivere un’esperienza che si porteranno dentro a lungo e, soprattutto, che ha insegnato loro che la vela significa rispetto delle regole. All'inizio durante le lezioni erano un po' strafottenti, guardavano più i loro passatempi elettronici che il mare. Io li ho trattati da marinai, duramente nella disciplina ma con il rispetto che è dovuto a tutti gli uomini. Ora sono un vero equipaggio».

Nonostante il progetto fosse stato aperto a sette ragazzi, alla fine dell'addestramento solo Mustafà, Alessandro e Antonio hanno avuto le autorizzazioni per salpare alla volta di Trieste. «Siamo partiti da Reggio Calabria – racconta Dattilo – e attraverso cinque tappe abbiamo risalito l’Adriatico, puntando Trieste. E’ stata un’esperienza indimenticabile, anche perché da Venezia ho simulato un malore, lasciando il totale controllo ai ragazzi: se la sono cavati alla grande!»

L’obiettivo per il futuro, conferma un emozionato Dattilo, è quello di «rinnovare ed ampliare questa iniziativa». Una speranza di vita nuova, magari vista mare, è possibile per tutti.

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