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Presentato lo scorso 1 marzo presso la Fondazione Marco Pannella a Roma "Burrasche. Diario di bordo 2022", il nuovo libro del giornalista e scrittore Carlo Romeo. L'incontro, moderato dal giornalista Antonello De Fortuna, ha visto la partecipazione dell'Ammiraglio Donato Marzano, Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana e di Alessio Falconio, Direttore di Radio Radicale.

Il libro si presenta come il resoconto di una lunga navigazione nell'anno appena passato, segnato dallo storico passaggio da una pandemia globale ad una guerra combattuta alle porte dell'Europa. Accanto ad un'attenta riflessione sulle vicende d'attualità, raccontate attraverso la rassegna stampa che Carlo Romeo conduce su Radio Radicale, si intrecciano nelle pagine ricordi biografici di personaggi di spicco conosciuti dall'autore nel corso della sua vita personale e professionale, tra cui Andrea Camilleri, Enzo Tortora, Piero Angela e Marco Pannella. Non mancano, inoltre, racconti e aneddoti sul mare, nel libro vera e propria metafora di vita “per guardare lontano e tenere stretto l’intreccio tra passato e presente”, come spiega Paolo Mieli nell’intervista che introduce "Burrasche".

Nel suo intervento, l'Ammiraglio Marzano ha parlato della sua personale conoscenza con l'autore, avvenuta a bordo del Vespucci durante un comune imbarco risalente al periodo in cui rivestiva l'incarico di Comandante in Capo della Squadra Navale. Tra i diversi temi affrontati, il Presidente della LNI ha fatto riferimento alle questioni geo-strategiche che riguardano il Mediterraneo, in una fase "che ha fatto tornare indietro le lancette della storia di circa sessant'anni ai tempi della Guerra fredda" e sottolineato l'importanza di promuovere la cultura del mare, fulcro della missione istituzionale della Lega Navale Italiana, attraverso storie di mare e di marinai, tradizioni e aneddoti, ma soprattutto consigli pratici e prescrizioni di sicurezza presenti nel libro e raccontati dall'autore con un stile di scrittura incisivo.

 

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Il Salento, in Puglia, è terra contesa tra due mari, battuta dal vento e crocevia di eroi, guerrieri o semplicemente di popoli in fuga. Le vie marittime del passato hanno influenzato queste terre, determinando rapporti, scambi commerciali e reciproche influenze. Una vocazione marittima confermata dai risultati ottenuti grazie alla ricerca archeologica subacquea del secolo scorso e le cui testimonianze (reperti) sono tutt’oggi oggetto di studio e a disposizione dei visitatori più curiosi.

Con queste premesse, all’interno di antichi borghi marinari, è ancora possibile stupirci e conoscere realtà formidabili, che ci riportano indietro nel tempo accompagnandoci in viaggi immaginari nel passato. Una di queste è il Museo del Mare Antico di Nardò (Lecce), città di antichissime origini che si estende fino al confine con la zona di Taranto. Il Museo del Mare Antico di Nardò è una finestra sulla storia del Mar Mediterraneo, un’unica grande sala espositiva attraverso la quale è possibile “navigare” a ritroso nel tempo, conoscere tecniche di pesca, modelli di società e piccoli aneddoti sui popoli che ci hanno preceduto. Il Museo, la cui gestione è oggi affidata all’Associazione The Monuments People, è un piccolo gioiello che nasce grazie alla collaborazione tra Comune, Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e Dipartimento per i Beni Culturali dell’Università del Salento. Oggi ospita importanti reperti di età romana provenienti da indagini archeologiche effettuate nel mare e lungo la costa neretina. Skipper del mio viaggio virtuale è stata la dott.ssa Oda Calvaruso, che, con puntualità, semplicità e tanta passione, mi ha accompagnato attraverso i mari a volte poco noti dell’antichità.

L’area museale è ben organizzata, funzionale e in grado di offrire al visitatore un’esatta riproduzione di antiche società. L’obiettivo è raggiunto grazie anche alla presenza di plastici, indispensabili per associare gli straordinari ritrovamenti esposti alle loro modalità di utilizzo, ad usi e costumi delle popolazioni che colonizzarono queste terre fra il II sec. a.C. e il III sec. d.C. Le riproduzioni che colpiscono maggiormente si riferiscono al sito archeologico di Frascone, nella Palude del Capitano, dove la sequenza stratigrafica e le evidenze messe in luce permettono di ipotizzare l’esistenza di un edificio (villa) detto del “Veterano”, databile al II secolo a.C., e di un villaggio di pescatori risalente alla seconda metà del III sec. d.C. La Villa del Veterano, di cui non si conoscono le dimensioni reali, fu edificata in età tardo repubblicana su un insediamento preesistente (forse una fattoria ellenistica). La villa era probabilmente specializzata nella produzione di vino e olio sia per autosussistenza sia per commercio. Particolarmente interessanti sono i frammenti di dolia, grandi contenitori in terracotta, che venivano utilizzati per custodire le derrate alimentari nei magazzini. All’interno del sito, nei pressi della facciata verso il mare, è stato trovato il “tesoretto monetale”, un gruzzolo seppellito volutamente all’interno di un vasetto in ceramica, rotto intenzionalmente nella parte superiore per inserirvi una grande quantità di monete d’argento: 125 monete d’argento, di cui 122 denari e 2 quinari romano-repubblicani e un denario emesso in Africa a nome del re Giuba di Numidia. Le monete risalgono a un periodo compreso tra la metà del II secolo a.C. e il 44 a.C.; appartenevano con tutta probabilità a un soldato impegnato nella spedizione di Cesare in Africa che si concluse con la sconfitta a Tapso di Giuba I di Numidia e dei suoi alleati pompeiani. Il militare, per motivi non noti, non tornò mai più a riprendersi il tesoretto e la villa probabilmente fu abbandonata. Nella seconda metà del III sec. d.C. il sito viene occupato di nuovo, ma con tutt’altra funzione: abitazioni molto semplici, a un solo ambiente, affiancate e modulari, realizzate con muri a secco in pietrame non squadrato, pavimenti in terra battuta e pareti rozzamente intonacate. Pesi da rete in ceramica e in piombo, ami in bronzo e chiodi a sezione quadrata da carpenteria navale rivelano che i suoi abitanti erano dediti alle attività di pesca.

L’insediamento sembra identificabile con uno di quei villaggi “di servizio” al territorio che punteggiano le coste del Salento in età romana, le “appendici costiere”. Seguono settori dedicati ad utensili e tecniche di pesca, conchiglie, patelle e gusci di molluschi utilizzati a scopo ornamentale per la creazione di bracciali e collane. In fondo alla sala è presente “una fetta di nave” con anfore la cui integrità trae in inganno. Non si tratta infatti di riproduzioni, ma di materiale recuperato in mare e perfettamente conservato: parliamo di oggetti “custoditi” dal relitto di Santa Caterina, una nave mercantile del II secolo a.C. situata a circa 300 m dalla costa di Punta dell’Aspide (Santa Caterina di Nardò), a una profondità di ca. 22-23 m. I resti della nave romana, individuati nel 1982 dal nucleo dei Carabinieri di Gallipoli, si presentavano adagiati sul fondo sabbioso, inclinati e poggiati su un lato, con un carico di anfore greco-italiche sparse su una superficie di 20x5 metri. Le anfore, di tipo greco-italico tarde, probabilmente di produzione locale (capacità massima fino a 36 litri) erano utilizzate per il trasporto di vino. Attualmente il relitto è coperto da sacchi di sabbia e da una rete metallica per proteggerlo da attività clandestine. Quanto appena descritto, non esaurisce gli argomenti, ma soprattutto non sostituisce la professionalità dello staff del museo, per cui l’invito è di visitare il Museo del Mare Antico di Nardò unitamente alle bellezze di questa straordinaria città del Salento.

 

Articolo di Fabio Dal Cin, pubblicato nel numero di settembre-ottobre 2022 della rivista "Lega Navale"

Foto: The Monuments People APS

 

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Lo scorso 3 febbraio si è tenuta all'Hotel Mediterraneo a Roma la presentazione del calendario delle regate 2023 dell'AIVE - Associazione Italiana Vele d'Epoca. Oltre 100 persone tra soci, presidenti di Club, giornalisti e amici hanno presenziato alla rassegna dei principali appuntamenti della prossima stagione. A fare gli onori di casa il Presidente di AIVE Giancarlo Lodigiani e il Segretario Generale Luigi Rolandi. Presenti per l'occasione il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Enrico Credendino e il Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Ammiraglio Donato Marzano.
 
Nel corso della presentazione è stato sottolineato il grande entusiasmo e l’interesse per gli yacht classici, con gli eventi del 2023 che sono diventati 16. È stata poi annunciata ufficialmente la nascita della categoria IOR (International Offshore Rule) in seno al circuito AIVE. Nel 2023, infatti, saranno ammesse le barche varate tra il 1970 e il 1984 in buono stato di manutenzione anche in vetroresina, che abbiano avuto in passato un certificato di stazza IOR e che siano rimaste conformi al disegno originale.
 
L’incontro è proseguito con una serie di testimonianze e di racconti con l’architetto Andrea Vallicelli e Valerio Paolo Mosco. Emanuela Matturri ha presentato l’applicazione MyMatchRace, con cui AIVE ha di recente siglato un accordo. Sono intervenuti alla presentazione anche lo yacht manager Edoardo Napodano e lo scrittore e giornalista Carlo Romeo, che tra aneddoti e curiosità ha raccontato della sua esperienza a bordo di una barca d'epoca d'eccezione: Nave Vespucci.
 
Guarda il servizio con l'intervista al Presidente di AIVE Giancarlo Lodigiani sul nostro canale YouTube. https://www.youtube.com/watch?v=H7hkjclDnfg 
 
 

In occasione del “Giorno del ricordo” – istituito il 10 febbraio 2004 in memoria delle vittime delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano dalmata – venerdì 10 febbraio in prima serata, alle ore 21.25, andrà in onda su Rai Tre il docufilm ““Io ricordo. La terra dei miei padri”, una coproduzione Rai Documentari con la D4 srl che vuole testimoniare e far conoscere agli italiani le origini, le tradizioni e gli avvenimenti dei territori, un tempo italiani, di Istria, Fiume e Dalmazia.

Nel docufilm, ideato e diretto da Michelangelo Gratton, spicca la presenza e la testimonianza dell’ammiraglio Romano Sauro, nipote diretto dell’eroe istriano e nazionale Nazario Sauro, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. La narrazione della storia dell’Istria è arricchita dal contributo di diversi storici come Giordano Bruno Guerri, Gianni Oliva e Marino Micich, oltre che dalle testimonianze di molti esuli – tra cui emerge quella di Abdon Pamich, nativo di Fiume, medaglia d’oro nella 50 km di marcia alle Olimpiadi di Tokyo 1964 – ma anche quelle degli italiani che scelsero di non abbandonare le terre dei padri e che oggi continuano a mantenere vive le tradizioni e la cultura italiane delle terre del confine orientale attraverso le attività delle loro comunità.

Il docufilm ripercorre, in particolare, navigando lungo le coste dell’Istria con la barca a vela dell’ammiraglio Sauro – la Galiola III – la storia millenaria dei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, dalle origini romane fino alla tragedia delle foibe e dell’esodo passando attraverso la storia dell’eroe capodistriano impiccato a Pola dall’Austria-Ungheria il 10 agosto 1916 durante la Prima guerra mondiale. Un viaggio in barca a vela per i porti dell’Istria che fa tappa nelle città di Fiume, Pola, Parenzo, Capodistria, Rovigno, Lussinpiccolo e Trieste.

L’ammiraglio Romano Sauro è stato Commissario straordinario della Lega Navale Italiana nel periodo 2015-2017 ed è l'attuale vicepresidente della Sezione LNI Lido di Enea-Terracina (di cui è stato presidente dal 2013 al 2015) nonché socio benemerito della stessa Lega Navale Italiana. Lo spirito di libertà, di giustizia, di solidarietà, di amor di patria contraddistinsero e segnarono la vita dell’eroe capodistriano Nazario Sauro, che il nipote Romano ha divulgato con il progetto, patrocinato dalla Lega Navale, “Sauro100 – un viaggio in barca a vela per 100 porti per 100 anni di storia” da ottobre 2016 a ottobre 2018 con la sua barca Galiola III, toccando tutti i porti italiani e facendo sosta in gran parte delle sezioni della LNI. 

Il docufilm intende volgere uno sguardo sereno verso un futuro che si vuole immaginare senza confini e contrapposizioni.

 

 

 

Il 26 gennaio 2023 la Lega Navale di Chiavari-Lavagna ha compiuto 115 anni. “La sezione è nata il 26 gennaio 1908 – ricorda Monica Corte, presidente della sezione locale - e nell’anniversario della fondazione non è facile sintetizzare quanto realizzato negli anni per la quantità di attività svolte, organizzate e rivolte alla realizzazione degli scopi statutari della Lega Navale Italiana: ambiente, sport, cultura e sociale. ll 2023 si prospetta con una serie di eventi sportivi e culturali che si integrano con le iniziative del territorio. Il mare attraverso la Lega Navale è presente, ci facciamo portatori dei suoi bisogni, del suo benessere e dei suoi benefici. È stato progettato un ricco calendario di regate, gare di canottaggio, open day, incontri culturali, incontri tecnici e sfide agonistiche che culmineranno in un libro dedicato alla sezione, al territorio e alla storia che lega gli uomini e le donne al mare”.

Per celebrare i 115 anni, è stato creato anche un logo ad hoc, presentato nell’ultimo incontro della rassegna “Uomini&Navi” svoltosi a Chiavari sabato 28 gennaio. Ma facciamo un passo all’indietro per scoprire alcune delle tappe fondamentali della sezione locale. Già nel 1910 era stato approvato e svolto un progetto ambientale per monitorare i litorali, lo studio dell’erosione e relative conseguenze. In tempi più recenti fondamentale è stata la collaborazione con l’eclettico Dino Emanuelli, scrittore, autore televisivo, attore e divulgatore, con il quale sono stati realizzati, con gli atleti del gruppo canottaggio, alcuni spot incentrati sull’inquinamento marino e inseriti nel programma televisivo della RAI “Pianeta Mare”. Sempre Emanuelli ha ufficialmente autorizzato la sezione di Chiavari ad utilizzare il logo “I Gabbiani del Mare”, organizzazione ambientale a livello nazionale destinata all’approccio con le problematiche ambientali e riservata alle giovani leve. Interventi pratici sull’ambiente rientrano nell’utilizzo fatto per due anni dalle imbarcazioni a propulsione mista condotte a rotazione dagli atleti del canottaggio, che nei mesi estivi le hanno utilizzate per la pulizia degli specchi d’acqua prospicienti le spiagge. Ulteriore recente impulso la creazione dell’iniziativa “No plastica in mare” che comprende divulgazione nelle scuole, studi e monitoraggio con droni, campagne di pulizia litorale e convegni a tema e che culmina con lo storico appuntamento “Gente di Mare”, giornata di educazione ambientale nella quale i bambini delle scuole possono venire a contatto con tutte le attività e i mestieri del mare. Nata nel 2005 da una collaborazione tra la sezione, Marina Chiavari e Navimeteo, rappresenta una bella occasione per gli studenti delle quarte elementari di scoprire il mondo legato al mare da più punti di vista attraverso il contatto diretto, per una mattina, con federazioni sportive, ambientali, artigiani e pescatori del posto oltre alla presenza con stand, imbarcazioni ed elicotteri dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale. In alcune edizioni si sono superate le 400 presenze.

Lo spirito sportivo e la passione per il mare della Lega Navale Chiavari-Lavagna si sviluppano non solo tra le anime dei soci, ma nella collaborazione con altre strutture di territorio e nazionali: ne sono un esempio l’organizzazione del Campionato Lombardo di Pesca in Apnea, la collaborazione per la realizzazione dei record in apnea al largo di Portofino di Gianluca Genoni e nelle traversate a nuoto Chiavari-Portofino di Maurizio Cozzoli, il raduno e regate con l’associazione degli Allievi di Caprera, organizzazione di regate sia veliche che di canottaggio nelle acque di Chiavari. Di primaria importanza le due scuole di vela e canottaggio che svolgono la loro attività per tutto l’anno con lo scopo di formare giovani atleti dediti all’attività agonistica o amatori che apprendono le giuste competenze per svolgere attività in mare. Citare tutti i traguardi e le sfide sportive raggiunte dai gruppi sportivi di vela e canottaggio sarebbe un elenco troppo lungo per cui la LNI ricorda solo alcuni dei principali riconoscimenti ottenuti dalla sezione, come le Stelle al merito sportivo CONI per atleti, 6 per il canottaggio e 2 per la vela. La Stella di bronzo al merito sportivo CONI per società per gruppo sportivo canottaggio. Titoli Italiani di specialità, 5 per il canottaggio e 2 per la vela. Palio Remiero del Tigullio 22 palmi gozzo in legno Città di Chiavari vinto nel 2002 e Trofeo Rievocazione Storica a Chiavari vinto nel 2019. Campionato Italiano di Siracusa discesa in apnea in assetto costante, medaglia d’argento. Numerose affermazioni in regate veliche nazionali e internazionali come la Giraglia, la Corsica per due, Campionati j80, Campionato Invernale Tigullio mentre i canottieri hanno primeggiato nelle gare in Galles e Cornovaglia.

Una finestra speciale merita la vela paralimpica che è diventata con le imbarcazioni Hansa 303 dalle vele colorate in pochi anni la flotta più rilevante non solo del Tigullio, ma di tutta la Lega Navale e i cui atleti/e agonisti campioni I ZONA FIV ad aprile 2022 contribuiscono ad arricchire il Medagliere della sezione e portare i colori del nostro territorio anche fuori regione. In ambito diversamente abili si ricordano le diverse edizioni di Canottaggio per tutti, una manifestazione alla quale partecipavano diversamente abili provenienti da strutture non solo liguri ma anche dalle regioni limitrofe con la possibilità di provare tutti gli sport marini con barche a remi, a vela, moto d’acqua e gare di pesca e arrivando a contare oltre cento presenze.

Fiore all’occhiello l’area Cultura della Lega Navale Chiavari-Lavagna che con le 15 edizioni quest’anno di “Uomini & Navi” ha presentato dal 2008 un centinaio di conferenze con tema principale il mare in tutti i suoi aspetti e curiosità. Dal 2021 la sezione ha riattivato l’area dei cimeli storici nominandone un curatore nel 2022, mentre in occasione del Festival della Parola ha promosso il gemellaggio culturale con il Centro Studi Tradizioni Nautiche LNI di Napoli diretto da Paolo Rastrelli.

Nel sociale ricordiamo l’iniziativa Lo Strallo, con la collaborazione della ASL 4 per il reinserimento di giovani con problematiche, “Anemmu” di Libera del 2022 in collegamento con il Dipartimento di Giustizia Minorile come altre iniziative negli anni precedenti. Il progetto della ASL 4 Chiavarese “Stili di Vita”, programma di prevenzione che prevedeva un percorso di attività fisica dedicato alla terza età per un invecchiamento attivo. Sotto questa denominazione si distinguono tutti i soci over 60 della sezione che sono parte organizzatrice e operante in tutte le manifestazioni organizzate dalla Lega Navale di Chiavari. Rinato nel 1974, il Palio Marinaro del Tigullio ha visto la costruzione di otto gozzi in legno da 22 palmi assegnati alle varie località del Tigullio partecipanti, le sette sorelle, evento che si svolge ancora con 4 prove annuali a punteggio valide per l’assegnazione del Trofeo in argento. Ultimamente si organizza anche la rievocazione dell’antico Palio Marinaro che prevede la presenza della “scimmia”, un rematore per imbarcazione il quale, una volta giunto a riva il gozzo, deve arrampicarsi sul palo piazzato sul bagnasciuga per l’aggiudicazione del titolo.

In generale la Sezione LNI di Chiavari-Lavagna è stata sempre presente o protagonista di tutte le attività del territorio legate al mare anche quelle che non hanno una precisa collocazione sportiva, culturale o ambientale. Ricordiamo nel 1995 la manifestazione “Mare Pulito” alla quale parteciparono con una immersione collettiva 349 subacquei, la collaborazione all’organizzazione alla traversata a remi Chiavari-Cotì-Chiavari in Corsica, il supporto tecnico e logistico alle imprese di due marittimi camoglini che si cimentarono nelle imprese remiere Marsiglia-Camogli, Lyon-Camogli e Gorgona– Livorno. Nel 2011 con l’artista argentino Mario Alvar-ez sono state organizzate tre giornate nell’ambito della manifestazione “La Bandiera degli Italiani nel Mondo”; allestite mostre fotografiche, una messa dedicata in cattedrale, l’esposizione in porto a Chiavari di un tricolore con una superficie di 350 mq e concerto finale con arpa e oboe delle musiche di Astor Piazzolla. Tra le varie mostre ha avuto grande risonanza il Mare in Uniforme in cui la partecipazione dei Soci ha prodotto materiale storico di vario genere dalle foto ai cimeli alle uniformi e contribuito ad arricchire le nozioni storiche della Sezione LNI di Chiavari-Lavagna. Di grande richiamo turistico anche la manifestazione goliardica su gozzi “Da Schèuggiù a Schèuggiù” che si è svolta sino a pochi anni fa nello specchio acqueo di fronte ai bagni Nino che curavano rinfresco e intrattenimento musicale; la gara si svolgeva la sera di ferragosto con grande richiamo di pubblico.

Recentemente la Sezione ha partecipato con una iniziativa originale alla veleggiata contro la violenza sulle donne, allestendo una mostra fotografica itinerante nel Tigullio e on board. Molte e differenti le iniziative per la diffusione delle arti grafiche e pittoriche. la sede al Box 51 ha anche ospitato i corsi e gli aggiornamenti della Guardia Costiera Ausiliaria e della Società Nazionale di Salvamento.

In occasione delle celebrazioni per i 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, il 26 novembre nella Biblioteca comunale di Gioia Tauro si è tenuto un evento culturale realizzato in collaborazione, tra gli altri, con la Delegazione della Lega Navale Italiana di Gioia Tauro e la Sezione LNI di Campomarino di Maruggio.

L’intento della manifestazione, all’interno della programmazione seminariale del Premio Internazionale Colonie Magna Grecia “Arialdo Tarsitano”, è stata quella di diffondere e riflettere sulla pregnanza del patrimonio culturale subacqueo. Un omaggio doveroso per festeggiare i cinquant’anni del ritrovamento dei due eroi venuti dal mare, rinvenuti il 16 agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria e diventati tra le sculture antiche più celebri al mondo, ma anche un’occasione per scoprire aspetti della cultura millenaria calabrese, dei suoi tesori subacquei e la ricchezza storico-culturale dei territori come Gioia Tauro narrati nei contenitori museali. Si è parlato inoltre di comunicazione culturale come risorsa inclusiva per tutti i livelli di pubblico. Una riflessione sulla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini in accordo alla Convenzione di Faro, adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa nel 2005 ed entrata in vigore nel 2011, con l’obiettivo di promuovere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e della sua relazione con le comunità e la società, riconoscendo che gli oggetti e i luoghi non sono, di per sé, ciò che è importante del patrimonio culturale; essi sono importanti per i significati e gli usi che le persone attribuiscono loro e per i valori che rappresentano.

Presenti all’evento diverse autorità civili e militari. Sono intervenuti per la Lega Navale Italiana il Delegato Regionale per la Calabria, Arch. Sandro Dattilo e la presidente della Delegazione LNI di Gioia Tauro, Prof. Miryam Costa e il presidente della Sezione LNI di Campomarino di Maruggio, Ing. Antonio Gigante.

 

FOTO: Maria Rita Acciardi