Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. 

Colors: Orange Color

Da tempo, l’ambiente marino è diventato il protagonista di convegni, congressi, eventi e mostre, ma negli ultimi tempi l’attenzione è cresciuta significativamente.

Nel corso di questi ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza che le pressioni antropiche sugli ecosistemi marini siano troppo elevate e lo sfruttamento delle risorse marine sempre più intenso, e che il loro impatto sulle acque marine debba essere contenuto ed auspicabilmente ridotto. Il mare è generalmente visto come un posto dove andare a fare il bagno in estate, un posto in cui si pesca o si va in barca, un posto dove andare a prendere il sole o a fare una passeggiata, ma in realtà il mare è molto di più: svolge un ruolo essenziale e fondamentale per la vita sul pianeta Terra e tutti noi dipendiamo direttamente o indirettamente dagli effetti legati agli oceani.

Agli oceani è infatti, attribuibile il merito di aver reso la Terra abitabile e che ne siamo consapevoli o no, la specie umana dipende dal mare per la sopravvivenza. Mari ed Oceani sono fonte di cibo, regolano il clima e la composizione chimica dell’atmosfera, ed hanno effetti determinanti sul ciclo dell’acqua e sulle condizioni metereologiche. Dal mare si raccolgono molti prodotti, comprese le alghe per il cibo e per i medicinali salvavita. Direttamente o indirettamente nutre l’intero pianeta.

Nonostante tutto questo, i mari sono perennemente minacciati. Con le sue attività, infatti, l'uomo li inquina con acque di scarico, petrolio, pesticidi e plastica.Ma questo è un discorso già ampiamente affrontato.

Un problema che forse non tutti hanno chiaro è come l’uomo possa cambiare il clima, influenzando, così, le temperature degli oceani.

Sicuramente le industrie e i grandi incendi, soprattutto quelli dolosi come quelli avvenuti recentemente in Australia, sono alla base delle emissioni di gas in atmosfera. Ma anche l’uomo, preso singolarmente, ne è la causa. Ognuno di noi, chi più e chi meno, ogni giorno utilizza automobili, impianti di climatizzazione, camini e stufe.

Le incessanti emissioni di Anidride Carbonica,immessa in atmosfera dalla combustione dei materiali fossili, provocano un aumento del livello di acidità e di temperatura degli oceani. Questi infatti, scambiano continuamente anidride carbonica con l'atmosfera, ma ogni anno ne immagazzinano più di quanta ne rilascino, provocando un abbassamento del PH delle acque degli oceani portandolo da 8,25 a 8,14. Questo processo di continua acidificazione degli oceani comporta lo scioglimento dei gusci calcarei delle conchiglie dei molluschicostituite da carbonato di calcio(CaCO3). Gli oceani ed i mari in generale, agiscono dunque da tampone per l’anidride carbonica, e svolgono un ruolo importante nella rimozione della stessa dall’atmosfera.

Tra gli ecosistemi che più risentono dell’aumento delle temperature dell’acqua, del riscaldamento globale e dell’acidificazione dei mari, vi sono le barriere coralline, hotspot (centri)di grande biodiversità marina. Basti pensare che solo nel 2016 si è perso il 30% delle barriere coralline mondiali.

Il riscaldamento globale sta inoltre causando lo scioglimento dei ghiacciai ed un innalzamento del livello marino, che nel 2100, nelle peggiori delle ipotesi, oscillerà tra i 52 e i 98centimetri e potrebbe causare la perdita di alcune tra le isole più belle del mondo, come quelle delle Maldive, dei caraibi o le isole Indonesiane, mentre la maggior parte delle coste, se non sommerse del tutto, potrebbero essere fortemente modificate. Ancora, lo scioglimento dei ghiacciai sta mettendo in crisi tutte le specie a loro strettamente legate, in particolare quelle del polo artico (Polo Nord) dove lo scioglimento sta avvenendo in modo più repentino che altrove. Gli orsi polari, per esempio, stanno vedendo il loro habitat quasi cancellato e le superfici ghiacciate sulle quali cacciare, visibilmente e notevolmente ridotte.

Secondo il WWF, il 2020 è un anno fondamentale per evitare la catastrofe climatica. Molti paesi rivedranno e presenteranno delle strategie a lungo termine, ambiziose per avvicinare il mondo all’obiettivo di limitare il riscaldamento a -1.5° e ridurre quindi le emissioni di gas in atmosfera entro il 2030, anno limite entro il quale potremmo ancora sperare e fare qualcosa per il nostro Pianeta.

Nuovo appuntamento con le serate a tema per la sezione di Biella della Lega Navale Italiana. Giovedì 16 gennaio – alle ore 21, presso la sede di Palazzo Ferrero – si terrà una incontro con

Alessandra Bielli, laureata in oceanografia all’università di Marsiglia, attualmente impegnata in un programma di salvaguardia delle tartarughe marine e dei delfini con utilizzo di una nuova tecnologia luminosa inserita sulle reti da pesca.

La studiosa illustrerà ai presenti l’universo degli oceani, facendo scoprire gli ecosistemi e il mondo della pesca; proprio su questa tematica, si concentrerà spiegando il rapporto tra pesca sostenibile e mondo marino.

Il 18 Novembre a Livorno si è svolto, presso la struttura di biologia marina dello "Scoglio della Regina”, il convegno – organizzato dalla sezione LNI di Livorno  e dal delegato della regione Toscana, l’ammiraglio Piero Vatteroni – che ha visto come temi cardini l’inquinamento, i cambiamenti climatici e, l’ormai noto, progetto plastic free.

Nel corso dei lavori, presieduti da Fabrizio Monacci (Presidente della LNI di Livorno), hanno preso la parola l’Ammiraglio Piero Fabrizi (Vice-Presidente Nazionale dell’LNI), il Dott. Gagliardi (Presidente locale dell’Unicef) ed il Maresciallo Ferrandino della Capitaneria di porto di Livorno, che ha illustrato come anche la Guardia Costiera si impegni nella lotta all’inquinamento e nella tutela del mare. Tra i presenti, oltre ai soci della LNI, vi era l’associazione dei cani da salvataggio, con la quale la LNI ha siglato, tempo fa, un protocollo di intesa.

Al convegno è intervenuto, con un ruolo centrale, anche il Prof. Adriano Madonna– biologo marino di fama internazionale e membro del Centro Culturale Ambientale della Lega Navale Italiana – che ha illustrato, in modo dettagliato e accurato, la fragilità del mare e la sua sostenibilità nell’era dei cambiamenti climatici. «Nel Mar Mediterraneo, essendo un ambiente semi-chiuso, è più facile percepire la presenza di plastica, o l’aumento delle temperature! Pertanto sarebbe utile andare a monitorare aree più vaste».
Anche per questo, sono diverse le ricerche scientifiche condotte dal professor Madonna nella Patagonia Argentina, regione conosciuta per il suo clima rigido, ma che, a causa dei cambiamenti climatici che si stanno verificando, si è rivelata in realtà meno fredda del previsto.

Il prof. Madonna ha anche accennato a quello che lui stesso definisce “Paradosso del Mediterraneo”. E’ ormai, infatti, noto che il nostro mare si stia tropicalizzando, e pertanto, le specie tropicali che arrivano nel Mediterraneo fanno poca fatica ad ambientarsi. Paradossalmente, infatti, sono le nostre specie autoctone che, essendo nate in un mare temperato, devono adattarsi alle nuove e calde temperature.
Paradossale, no?

Nel corso degli ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza che le pressioni antropiche sugli ecosistemi marini siano troppo elevate, lo sfruttamento delle risorse marine sempre più intenso e, di conseguenza, il loro impatto sulle acque marine debba essere contenuto ed auspicabilmente ridotto.

Come noto, infatti, uno dei temi più discussi negli ultimi anni, ma spesso poco apprezzato e compreso, è proprio quello dello sviluppo responsabile e sostenibile delle risorse marine. Il mare svolge un ruolo essenziale e fondamentale per la vita sul pianeta Terra e tutti noi dipendiamo – direttamente o indirettamente – dagli effetti legati agli oceani.

Mari ed oceani sono fonte di cibo, regolano il clima e la composizione chimica dell’atmosfera, oltre ad avere effetti determinanti sul ciclo dell’acqua e sulle condizioni metereologiche. I mari e gli oceanisono la fonte principale di ossigeno insieme alle foreste e, coprendo il 71% del pianeta, contengono la quasi totalità della biosfera. Dal mare, del resto, si raccolgono molti prodotti, comprese le alghe per il cibo e per i medicinali salvavita.

E’ fondamentale comprendere l’importanza dell’oceano e la sua interconnessione con la vita sul pianeta. Nonostante tutto questo, i mari sono perennemente minacciati. Con le sue attività, infatti, l'uomo li inquina con acque di scarico, petrolio, pesticidi e plastica.Sempre di più sono le spiagge cosparse di mozziconi di sigarette o invase da carta e lattine di alluminio.

Per questo motivo è di notevole importanza effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti, molto spesso sottovalutata. Riusare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti, contribuirebbe a restituirci e conservare un ambiente sano.

I rifiuti sono una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e rappresentano un rischio per la biodiversità, l’ambiente, l’economia e la salute. Sono definiti come “rifiuti marini”, ma in gran parte arrivano da terra, da discariche abusive e da pratiche di smaltimento scorrette.

La stragrande maggioranza dei rifiuti trovati in spiaggia e sui fondali è in plastica: si stima che ogni anno, in tutto il mondo, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano in mare; la quantità è destinata ad aumentare e nel 2050 ci sarà più plastica che pesce in mare. Questo materiale, oltretutto, non è biodegradabile, ma con il tempo si frammenta, senza mai sparire del tutto, finendo ingoiato da quegli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle nostre tavole.

Chi più risente dell’ inquinamento da plastica sono, ovviamente, gli abitanti del mondo sommerso. Le tartarughe per esempio, oltre a rimanere impigliate nelle reti dei pescherecci, scambiano sacchetti di plastica per le meduse di cui sono ghiotte. I cavallucci marini, invece, si appigliano con la loro coda ai cotton fioc galleggianti che trovano in mare.

La Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana – che da sempre favorisce opere di tutela ambientale – ha già intrapreso passi per sposare una politica “plastic free”. In tal modo si può  contribuire a contrastare in modo sinergico il grave fenomeno del degrado ambientale che tanto sta influenzando il nostro Pianeta.

Tra le linee guida che il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare ha proposto, e la Lega Navale Italiana sta seguendo, vi sono: la regola delle 4 R: riduci, riutilizza, ricicla e recupera; eliminare o ridurre la vendita di plastica monouso; limitare la vendita di prodotti con imballaggi eccessivi; fornire o invitare i dipendenti ad utilizzare borracce o tazze per consumare le bevande; non utilizzare plastica monouso durante eventi aziendali e riunioni; promuovere azioni di sensibilizzazione sull’importanza di ridurre l’inquinamento da plastica.

In occasione del 59° Salone Nautico di Genova, l'associazione Battibaleno presenta i risultati della tradizionale manifestazione nautica internazionale Operazione Delphis, che si è svolta lo scorso 21 luglio ed è giunta quest'anno alla 23esima edizione.

Come ogni anno, gli obiettivi della manifestazione erano: censire la presenza di mammiferi marini, grazie al monitoraggio simultaneo effettuato dai diportisti, che permette di ottenere una valutazione oggettiva del numero minimo di animali presenti, sensibilizzare utilizzatori del mare, cittadini e istituzioni sull'importanza e la fragilità dell'ambiente marino e sulla necessità di proteggere i cetacei che vivono nel Santuario Pelagos e in tutto il Mediterraneo. I diportisti che hanno partecipato negli anni all'Operazione Delphis, veri navigatori naturalisti, vogliono essere ambasciatori dell'ambiente marino e offrire il proprio contributo alla salvaguardia del mare in cui navigano.

La mobilitazione dei diportisti si è arricchita quest'anno di un nuovo obiettivo con l'edizione "Remove Plastic": liberare il mare dalla plastica e dai rifiuti cominciando a compiere piccoli, ma significativi gesti come segnalare e raccogliere oggetti di plastica in mare. L'Operazione Delphis 2019 mostra che ci sono stati più avvistamenti di plastica che di cetacei, nonostante proprio quest'anno sia stato registrato il record di avvistamenti di mammiferi marini rispetto alle passate edizioni, in rapporto alle imbarcazioni partecipanti.

I NUMERI

All'Operazione Delphis 2019 si sono iscritte 321 imbarcazioni, di queste 241 a vela e 80 a motore. La manifestazione, che ha preso il via dal porto di Imperia Porto Maurizio, ha coinvolto tutte le regioni costiere italiane e le coste di altri paesi del Mediterraneo: Spagna, Francia, Principato di Monaco, Grecia, Slovenia, Croazia, Albania, Tunisia e Malta. Significativa è stata la partecipazione delle imbarcazioni dei soci della Lega Navale Italiana, di Assonautica e di vari enti e associazioni, tra cui citiamo il Consolato del Mare di Sanremo.  Bella ed entusiasta la partecipazione del gruppo canoa della LNI Sez. Finale Ligure che ha voluto partecipare alla raccolta dei rifiuti dalla superficie del mare.

Fra gli equipaggi partecipanti, 157 hanno riconsegnato le schede di osservazione, segnalando 62 avvistamenti di cetacei, per un totale di 332 individui osservati. In 123 casi sono stati rimossi rifiuti e plastica, circa il doppio rispetto agli avvistamenti di animali. I dati dell'Operazione Delphis 2019 segnalano la presenza di cetacei della specie Stenella coeruleoalba che si conferma, con 249 esemplari osservati, la specie maggiormente presente in Mediterraneo; quindi 62 esemplari di tursiopi, 8 grampi, 10 capodogli e 3 balenottere comuni. Oltre a questi animali sono stati osservate 7 tartarughe Caretta caretta, 8 pesci luna Mola mola, 5 mante e, fra i volatili, numerose berte. Sono mancati invece gli avvistamenti di zifi, globicefali e delfini comuni, specie che sono tornate a farsi vedere nell'area del Santuario in questi ultimi giorni.

INIZIATIVA REMOVE PLASTIC SPECIAL EDITION

L'Operazione Delphis ha confermato la necessità di una maggiore attenzione da parte di tutti nei confronti dell'utilizzo e dello smaltimento della plastica. Dichiara Alberto Marco Gattoni, Presidente dell'associazione Battibaleno: «Per Battibaleno e per gli equipaggi dell'Operazione Delphis si tratta di un tema importante e delicato. Rimuovere la plastica sulla superficie dell'acqua non è sufficiente per salvare il mare, perché sappiamo che il problema maggiore si trova sui fondali, tuttavia non si tratta di un gesto puramente simbolico. Rimuovere la plastica dalla superficie del mare significa impedire che ulteriori rifiuti si depositino sui fondali e che, scambiata per cibo, venga ingerita dagli animali marini. Inoltre, sappiamo che la plastica che troviamo in mare è culla di batteri e aiuta a diffonderli». Raccogliere la plastica aiuta a rendere più accogliente il mare in cui navighiamo, rimuovendo oggetti che possono rappresentare anche un pericolo per la navigazione, e ha il significato di conservare intatta la bellezza che ci circonda quando navighiamo nel “grand bleu”.

ALTRE MINACCE

L'osservazione e il censimento dei cetacei si sono rivelati uno strumento per monitorare anche altri tipi di minacce all'ambiente marino.  Oltre alle plastiche galleggianti e agli animali imprigionati da lenze e reti, alcune osservazioni mostrano balene e capodogli segnati sul dorso o sulla pinna caudale da inconfondibili segni di eliche, e come non notare l'aumento del traffico mercantile e la presenza di grandi navi da crociera, ognuna delle quali, con il motore acceso, inquina l'aria come 100.000 automobili, spargendo sulla superficie del mare poveri sottili e ossido di zolfo. Su tutto, il cambiamento climatico e la conseguente acidificazione del mare che incide sulla distribuzione dei cetacei e ne riduce l'habitat.

Un segnale va dato, cominciando a modificare i nostri comportamenti, eliminando le plastiche monouso e seguendo i consigli contenuti nelle "10 regole d'oro del navigatore naturalista".

GUARDARE AL FUTURO

Osservare le bellezze del mare e apprezzare le sue risorse, le grandi distese sotto le quali prosperano un'infinità di specie, molte delle quali ancora ignote, significa anche essere sensibili e sentirsi offesi quando appaiono minacce che possono rompere questo miracoloso equilibrio. L'inquinamento indiscriminato può condurre all'estinzione di specie che ancora non conosciamo e di cui non conosceremo mai più l'esistenza. L'invito che lanciamo con l'Operazione Delphis è di fare di più per tutelare l'ambiente e impegnarsi di più su questo fronte. In questo senso, è stata preziosa la collaborazione con il Comune di Imperia, che da quest'anno è Bandiera blu e che dal prossimo dicembre renderà operativa un'ordinanza per applicare la Direttiva europea sulla plastica monouso, per vietarne l'utilizzo negli esercizi commerciali.

L’impegno della città di Imperia è stato testimoniato dal Presidente di Assonautica Imperia, Enrico Meini, intervenuto alla presentazione per ribadire l’importanza di lavorare insieme per la salvaguardia del nostro mare, attraverso iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento attivo come l’Operazione Delphis.

E' la stessa visione del futuro, lo stesso entusiasmo e la stessa passione che animano la flotta che ogni anno partecipa, con Battibaleno, all'Operazione Delphis.

Solo unendo e moltiplicando gli sforzi possiamo raggiungere risultati concreti per il mare, per questo Battibaleno renderà disponibili i dati dell'Operazione Delphis 2019 fornendoli anche quest'anno al progetto "Cetacei, FAI attenzione" dell'Istituto Tethys e pubblicandoli sulla piattaforma dell'Ocean Action Hub, l'azione globale per la conservazione degli oceani organizzata dalle Nazioni Unite.

Dichiara Sabina Airoldi, biologa marina e responsabile del progetto “Cetacei, FAI attenzione”: “Quello che ci raccontano questi dati è che il cambiamento climatico sta avendo effetti sulla distribuzione dei cetacei, che si spostano sulla scia delle loro prede. Infatti, dagli avvistamenti di quest’anno si potrebbe dedurre che ci siano più capodogli nel Santuario Pelagos, ma in realtà abbiamo notato che le balenottere, presenti in numero maggiore, si sono spostate oltre le 30 miglia dalla costa, dove si trovano grossi banchi di krill.”

E’ intervenuto il delegato regionale della LNI Liguria Ing. Piero Ferrozzi, portando i saluti del Presidente Nazionale Amm. Maurizio Gemignani, per complimentarsi per il successo della manifestazione, a cui la Lega Navale Italiana aderisce sin dalla prima edizione, come ente patrocinante e con il coivolgimento attivo dei soci, come dimostra la testimonianza del Gruppo Sociale Pelagos della LNI Sez. Finale Ligure, i cui soci hanno partecipato numerosi alla raccolta della plastica in mare e al censimento dei cetacei.

Durante la presentazione sono state premiate le immagini più belle dell’Operazione Delphis 2019, riprese da Renzo Briano del Gruppo Pelagos della LNI, osservatore e fotografo naturalista, fra i primi a fotografare la rara specie dello zifio nel mar Ligure, e l'equipaggio del S/Y Bonnie che ha rimosso dalla superficie del mare, nel cuore del Santuario Pelagos, una rete da ponteggio in plastica di oltre 15 mt.

L’Operazione Delphis 2019 è organizzata dall’Associazione Battibaleno, con il patrocinio del Comune di Imperia, della Regione Liguria, della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana, di Assonautica Italiana, con il sostegno di Go Imperia, Edinet, Vetus, Start Promotion Eventi e del brand etico di cosmetici Lush.

I più letti