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I rifiuti sono una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e rappresentano un rischio per la biodiversità, l’ambiente, l’economia e la salute. Sono definiti come “rifiuti marini”, ma in gran parte arrivano da terra, da discariche abusive e da pratiche di smaltimento scorrette.

La stragrande maggioranza dei rifiuti trovati in spiaggia e sui fondali è in plastica: si stima che ogni anno, in tutto il mondo, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano in mare; la quantità è destinata ad aumentare e nel 2050 ci sarà più plastica che pesce in mare. Questo materiale, oltretutto, non è biodegradabile, ma con il tempo si frammenta, senza mai sparire del tutto, finendo ingoiato da quegli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle nostre tavole.

Chi più risente dell’ inquinamento da plastica sono, ovviamente, gli abitanti del mondo sommerso. Le tartarughe per esempio, oltre a rimanere impigliate nelle reti dei pescherecci, scambiano sacchetti di plastica per le meduse di cui sono ghiotte. I cavallucci marini, invece, si appigliano con la loro coda ai cotton fioc galleggianti che trovano in mare.

La Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana – che da sempre favorisce opere di tutela ambientale – ha già intrapreso passi per sposare una politica “plastic free”. In tal modo si può  contribuire a contrastare in modo sinergico il grave fenomeno del degrado ambientale che tanto sta influenzando il nostro Pianeta.

Tra le linee guida che il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare ha proposto, e la Lega Navale Italiana sta seguendo, vi sono: la regola delle 4 R: riduci, riutilizza, ricicla e recupera; eliminare o ridurre la vendita di plastica monouso; limitare la vendita di prodotti con imballaggi eccessivi; fornire o invitare i dipendenti ad utilizzare borracce o tazze per consumare le bevande; non utilizzare plastica monouso durante eventi aziendali e riunioni; promuovere azioni di sensibilizzazione sull’importanza di ridurre l’inquinamento da plastica.

Nello specchio acqueo del Porto di Molfetta si è disputato il 2° Trofeo del Sole-Memorial Marta Veneziano, una competizione sportivo-remiera su bilancella a 10 vogatori più timoniere, organizzata dall’I.I.S.S. A. Vespucci e dalla Lega Navale Italiana di Molfetta.

La gara ha visto in acqua gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di Molfetta Fornari, Da Vinci, Ferraris, Vespucci, Spinelli di Giovinazzo, Cafiero di Barletta, Caracciolo di Bari, Caboto di Gaeta e Pira di Siniscola (Sardegna).

La manifestazione – patrocinata dal Comune di Molfetta, dalla Federazione Italiana Canottaggio a sedile fisso e dalla Federazione Italiana Cronometristi – quest’anno si inserisce nei festeggiamenti per i 100 anni di vita dell’Istituto Vespucci.

Il Trofeo nasce per ricordare la prof.ssa Marta Veneziano, prematuramente scomparsa, che aveva avvicinato i giovani del Tecnico Nautico a questo sport con radici nella tradizione marinara molfettese.

La banchina Seminario ha fatto da scenario ad una bellissima giornata di sport, di mare e di sole.

Vincitori di questa edizione gli studenti del Tecnico Nautico Vespucci di Molfetta, seguiti in seconda posizione dal Nautico Caracciolo di Bari e in terza dal Ferraris.

Per la gara femminile, al primo posto le studentesse del Cafiero di Barletta, seguite dal Fornari in seconda posizione e dal Classico Da vinci in terza posizione.

Eccezionale presenza, dal 17 al 20 ottobre 2019 al 15° raduno Vele Storiche Viareggio, di Invader, goletta aurica in acciaio lunga quasi 50 metri, varata nel 1905 presso il cantiere George Lawley & Son di Boston su progetto dello statunitense Albert Stanton Chesebrough. La barca, oltre a essere stata un vascello da esplorazione, un ricognitore della Coast Guard, una nave scuola e anche un ristorante galleggiante, nel 1926 ha stabilito il record di percorrenza alla Transpacifica, riuscendo a coprire fino a 308 miglia nelle 24 ore. Ha ospitato attori come la canadese Mary Pickford, la “Fidanzatina d’America” del cinema muto moglie dell’attore Douglas Fairbanks (“Il segno di Zorro”, “Robin Hood”, “Il ladro di Bagdad”). Quest’ultimo, nel 1932, girò su Invader a Papeete, il film “Mr. Robinson Crusoe”. La coppia, insieme all’amico Charlie Chaplin, fondò la casa di distribuzione United Artists e proprio a bordo l’attore comico conobbe Paulette Goddard, sua futura moglie con la quale recitò nel film “Tempi moderni” del 1936. Oggi la barca, dopo una serie di interventi, non ultimo il ricondizionamento dell’alberatura in legno a cura del cantiere viareggino Del Carlo, continua a navigare esponendo al vento oltre 1.000 metri quadrati di velatura. Dallo scorso luglio il nuovo comandante di Invader è il sammargheritese Michele Mancini, con precedenti esperienze di regate di vele d’epoca tra Imperia e Saint Tropez.

 

AVA GARDNER E L’OLANDESE VOLANTE A BORDO DI ORION  

Non è la prima volta che Orion, goletta aurica lunga 50 metri progettata e varata nel 1910 dal cantiere inglese Camper & Nicholson di Gosport, partecipa al raduno di Viareggio. Però questa volta condividerà la scena con la sopracitata Invader, promettendo di dare vita a un’entusiasmante sfida tra due giganti del mare. Nel 1951 Orion è stata impiegata per girare il film “Pandora and the Flying Dutchman”, con protagonista l’attrice americana Ava Gardner. Numerose le scene nelle quali la goletta è ripresa, soprattutto negli ambienti sottocoperta. In epoca più recente Orion ha avuto tra i suoi illustri ospiti l’ex pilota automobilistico brasiliano e grande appassionato di vela Nelson Piquet. L’attuale comandante di Orion è il carrarino Fausto Bugliani, che in occasione del 15° raduno festeggerà i 15 anni di comando della prestigiosa imbarcazione sulla quale aveva iniziato a veleggiare come marinaio a partire dal 1987. Entrambe le golette comporranno il raggruppamento delle cosiddette ‘Centenauriche’, scafi con armo aurico che potrebbero anche avere superato il secolo di età.

 

GLI STUDENTI IN BANCHINA

Nella giornata di venerdì 18 ottobre due classi dell’Istituto Tecnico Nautico Artiglio di Viareggio svolgeranno attività marinaresca di banchina a fini didattici e seguiranno le regate in mare insieme a persone con disagi fisici e psichici provenienti dalle cooperative CTE di Firenze e Gente di Mare Vela di Pisa. “Anche quest’anno”, ha dichiarato Riccardo Valeriani, vice presidente Vele Storiche Viareggio, “il piano di ormeggi è stato complesso perchè rispetto alle precedenti edizioni ci attendiamo imbarcazioni più grandi che necessitano di maggiore spazio. Ringraziamo dunque tutte le strutture e i partner, in primis la Guardia Costiera, che nelle settimane precedenti l’evento non ci hanno fatto mai mancare il loro supporto”. “La posizione strategica della nostra sede” ha dichiarato Muzio Scacciati, Consigliere, ‘maestro di casa’ e curatore della classe 5.50 Metri S.I. per il Club Nautico Versilia, “consentirà alle centinaia di membri di equipaggio attesi a Viareggio di sentirsi a proprio agio. Spesso dall’ospitalità e dalla logistica dipendono la buona riuscita di una manifestazione e i regatanti sono sempre i primi ad accorgersene”.

 

GLI SPONSOR

Gli sponsor della XV edizione del raduno Vele Storiche Viareggio saranno Mediterranean Yacht Maintenance di Antonio Farigu, specializzata nell’assistenza, manutenzione e revisione di motori marini in tutto il Mediterraneo, il Cantiere Navale Del Carlo di Viareggio, maestri nel restauro di scafi d’epoca, Azimut Wealth Management, Cioni, Veleria Millenium, 4F Group, Tera, Frisbi Energia, Navigo, Luxury Charter Portofino, Formulamare. Sponsor tecnici: Cantine Castelli del Grevepesa fornitori del vino per la cena, Picchiani & Barlacchi, Europromo, 4F Group, Vitasnella, Rose Barni, Consorzio Del Prosciutto Toscano, Pasta Masseria Canestrello, Caffè New York, Mikila, Yacht Broker, Classic Drives, Oriora, Ubi Maior, Perini Navi, Punto Nave, Bertacca, Marine Store, Extrema Ratio, Excibus, Richmond’s, iCARE, Viareggio Porto, Approdo Calafati/Lenci Sub, Porto di Pisa.

Il mondo della nautica da diporto è, da sempre, sensibile al tema energetico sotto molti aspetti. Per chi naviga a vela, ad una innata attenzione per l’ambiente l’eco-sostenibilità si affianca, spesso, l’esigenza di autosufficienza per potersi sentire liberi di affrontare tutte le situazioni in completa sicurezza ed autonomia.

Unendo la sensibilità ecologica e lo spirito pratico, il mondo della nautica ha sviluppato nuove tecnologie che permettono al diportista di vivere a bordo dell’imbarcazione come se fosse su una vera e propria “isola” autosufficiente.

Con l’evolversi della tecnologia tutte le imbarcazioni, ormai, dispongono di numerosi apparati elettronici, spesso fondamentali per la sicurezza (come la Radio VHF o il GPS).
Alla notevole riduzione di consumi elettrici – data dall’introduzione della tecnologia LED per tutte le illuminazioni di bordo, che ha definitivamente accantonato l’obsoleta tecnologia alogena, al neon e ad incandescenza – è accompagnato un incremento di consumi riguardanti nuovi apparati da alimentare (es. GPS Plotter e TV) e da ricaricare (es. tablet, smartphone, computer, radio VHF portatili).

Le imbarcazioni ed i natanti, solitamente, si affidano ad accumulatori di diverse tipologie: batterie al piombo, batterie AGM, batterie al gel e batterie al litio con elettronica integrata.
Tali accumulatori sono in grado di immagazzinare energia elettrica prodotta da altre fonti.

Le principali modalità di ricarica delle batterie, nel mondo del diporto di oggi, sono diverse ed ognuna con una sua particolarità.

Ricarica attraverso l’alternatore del motore

Il processo avviene grazie al motore che, rimanendo acceso, ricarica le batterie di bordo per il tramite di uno strumento interno al propulsore chiamato “alternatore”.
Ad oggi vi sono numerosi sistemi per incrementare l’energia elettrica prodotta in questo modo: attraverso regolatori di carica intelligenti e programmabili, oppure tramite i ripartitori di carica a mosfet (con bassissima caduta di tensione rispetto a quelli a diodi). Questo metodo risulta molto più efficace ed efficiente, ma sempre e comunque dipendente da diversi fattori.
Affidando la ricarica delle batterie di bordo esclusivamente al propulsore, infatti, vi sono inconvenienti legati al rumore ed al gas di scarico, nonché una continua dipendenza dal gasolio.
Per di più, utilizzare il motore solamente per la ricarica delle batterie produce inutile usura del motore stesso (la manutenzione dovrà essere più frequente), diminuendo anche l’autonomia disponibile (il combustibile viene ovviamente consumato anche stando fermi se il propulsore è in moto).

Ricarica attraverso il cavo da banchina

Altra modalità, diffusissima nei porti, è la ricarica tramite la colonnina elettrica posta sulla banchina.
L’energia, in questo caso, viene immagazzinata negli accumulatori per tramite di un apparato carica batterie molto efficiente. Lo svantaggio, però, sta del dover fermarsi in porto per poter effettuare la ricarica: per motivi di sicurezza, oltretutto, è quasi sempre vietato collegarsi alla colonnina se non si è a bordo.
Inoltre, la ricarica realizzata con tale metodo risulta ecologica solamente se la colonnina stessa è fornita da energia prodotta da fonti rinnovabili.

 

Ricarica attraverso energia elettrica prodotta in maniera autonoma e completamente rinnovabile direttamente a bordo

Per aggirare tutti (o quasi) i precedenti inconvenienti e raggiungere l’autosufficienza energetica, risulta dunque comodo e pratico, oltreché vantaggioso dal punto di vista ambientale ed economico, produrre autonomamente a bordo ed in maniera completamente ecologica l’energia elettrica di cui si necessita.
Ciò, grazie alle moderne tecnologie, può avvenire sfruttando gli elementi naturali che circondano ogni navigatore, sia durante le lunghe traversate che nelle uscite giornaliere: il sole, il vento, l’acqua.

Attualmente esistono diversi mezzi per produrre energia elettrica “pulita” a bordo:

  • Pannelli fotovoltaici, che sfruttano i raggi del sole;
  • Generatore eolico, che sfrutta la forza del vento;
  • Idrogeneratore, che sfrutta, immerso nell’acqua, il moto proprio dell’imbarcazione e/o l’intensità della corrente del mare.

Ognuno di questi sistemi ecocompatibili presenta diversi vantaggi e svantaggi. Sta al singolo diportista stabilire, in base alle proprie esigenze e alle zone di navigazione, quale possa risultare più opportuno, anche in virtù della quantità di energia elettrica che è richiesta dalle utenze di bordo.

Versilia Yachting Rendez-vous torna nel 2020 dal 28 al 31 maggio e si sposta in una nuova location. La Quarta edizione della rassegna arriverà alla Darsena Viareggio, uno specchio d'acqua più adatto ad ospitare imbarcazioni più grandi e dal pescaggio più profondo.

Sono queste le prime novità della quarta edizione dell'appuntamento dedicato alla nautica d'eccellenza che nel maggio scorso ha richiamato lungo le darsene di Viareggio oltre 22mila visitatori, di cui 10mila operatori professionali. La collocazione alla Darsena Viareggio, più a Sud della città, è più adatta soprattutto ad accogliere yacht e mega yacht che potranno essere ospitati, più agevolmente, all'interno del circuito espositivo. Inoltre le banchine, più ampie e strutturate, consentiranno una maggiore fluidità del percorso del salone e daranno la possibilità di aumentare i servizi.

In occasione del 59° Salone Nautico di Genova, l'associazione Battibaleno presenta i risultati della tradizionale manifestazione nautica internazionale Operazione Delphis, che si è svolta lo scorso 21 luglio ed è giunta quest'anno alla 23esima edizione.

Come ogni anno, gli obiettivi della manifestazione erano: censire la presenza di mammiferi marini, grazie al monitoraggio simultaneo effettuato dai diportisti, che permette di ottenere una valutazione oggettiva del numero minimo di animali presenti, sensibilizzare utilizzatori del mare, cittadini e istituzioni sull'importanza e la fragilità dell'ambiente marino e sulla necessità di proteggere i cetacei che vivono nel Santuario Pelagos e in tutto il Mediterraneo. I diportisti che hanno partecipato negli anni all'Operazione Delphis, veri navigatori naturalisti, vogliono essere ambasciatori dell'ambiente marino e offrire il proprio contributo alla salvaguardia del mare in cui navigano.

La mobilitazione dei diportisti si è arricchita quest'anno di un nuovo obiettivo con l'edizione "Remove Plastic": liberare il mare dalla plastica e dai rifiuti cominciando a compiere piccoli, ma significativi gesti come segnalare e raccogliere oggetti di plastica in mare. L'Operazione Delphis 2019 mostra che ci sono stati più avvistamenti di plastica che di cetacei, nonostante proprio quest'anno sia stato registrato il record di avvistamenti di mammiferi marini rispetto alle passate edizioni, in rapporto alle imbarcazioni partecipanti.

I NUMERI

All'Operazione Delphis 2019 si sono iscritte 321 imbarcazioni, di queste 241 a vela e 80 a motore. La manifestazione, che ha preso il via dal porto di Imperia Porto Maurizio, ha coinvolto tutte le regioni costiere italiane e le coste di altri paesi del Mediterraneo: Spagna, Francia, Principato di Monaco, Grecia, Slovenia, Croazia, Albania, Tunisia e Malta. Significativa è stata la partecipazione delle imbarcazioni dei soci della Lega Navale Italiana, di Assonautica e di vari enti e associazioni, tra cui citiamo il Consolato del Mare di Sanremo.  Bella ed entusiasta la partecipazione del gruppo canoa della LNI Sez. Finale Ligure che ha voluto partecipare alla raccolta dei rifiuti dalla superficie del mare.

Fra gli equipaggi partecipanti, 157 hanno riconsegnato le schede di osservazione, segnalando 62 avvistamenti di cetacei, per un totale di 332 individui osservati. In 123 casi sono stati rimossi rifiuti e plastica, circa il doppio rispetto agli avvistamenti di animali. I dati dell'Operazione Delphis 2019 segnalano la presenza di cetacei della specie Stenella coeruleoalba che si conferma, con 249 esemplari osservati, la specie maggiormente presente in Mediterraneo; quindi 62 esemplari di tursiopi, 8 grampi, 10 capodogli e 3 balenottere comuni. Oltre a questi animali sono stati osservate 7 tartarughe Caretta caretta, 8 pesci luna Mola mola, 5 mante e, fra i volatili, numerose berte. Sono mancati invece gli avvistamenti di zifi, globicefali e delfini comuni, specie che sono tornate a farsi vedere nell'area del Santuario in questi ultimi giorni.

INIZIATIVA REMOVE PLASTIC SPECIAL EDITION

L'Operazione Delphis ha confermato la necessità di una maggiore attenzione da parte di tutti nei confronti dell'utilizzo e dello smaltimento della plastica. Dichiara Alberto Marco Gattoni, Presidente dell'associazione Battibaleno: «Per Battibaleno e per gli equipaggi dell'Operazione Delphis si tratta di un tema importante e delicato. Rimuovere la plastica sulla superficie dell'acqua non è sufficiente per salvare il mare, perché sappiamo che il problema maggiore si trova sui fondali, tuttavia non si tratta di un gesto puramente simbolico. Rimuovere la plastica dalla superficie del mare significa impedire che ulteriori rifiuti si depositino sui fondali e che, scambiata per cibo, venga ingerita dagli animali marini. Inoltre, sappiamo che la plastica che troviamo in mare è culla di batteri e aiuta a diffonderli». Raccogliere la plastica aiuta a rendere più accogliente il mare in cui navighiamo, rimuovendo oggetti che possono rappresentare anche un pericolo per la navigazione, e ha il significato di conservare intatta la bellezza che ci circonda quando navighiamo nel “grand bleu”.

ALTRE MINACCE

L'osservazione e il censimento dei cetacei si sono rivelati uno strumento per monitorare anche altri tipi di minacce all'ambiente marino.  Oltre alle plastiche galleggianti e agli animali imprigionati da lenze e reti, alcune osservazioni mostrano balene e capodogli segnati sul dorso o sulla pinna caudale da inconfondibili segni di eliche, e come non notare l'aumento del traffico mercantile e la presenza di grandi navi da crociera, ognuna delle quali, con il motore acceso, inquina l'aria come 100.000 automobili, spargendo sulla superficie del mare poveri sottili e ossido di zolfo. Su tutto, il cambiamento climatico e la conseguente acidificazione del mare che incide sulla distribuzione dei cetacei e ne riduce l'habitat.

Un segnale va dato, cominciando a modificare i nostri comportamenti, eliminando le plastiche monouso e seguendo i consigli contenuti nelle "10 regole d'oro del navigatore naturalista".

GUARDARE AL FUTURO

Osservare le bellezze del mare e apprezzare le sue risorse, le grandi distese sotto le quali prosperano un'infinità di specie, molte delle quali ancora ignote, significa anche essere sensibili e sentirsi offesi quando appaiono minacce che possono rompere questo miracoloso equilibrio. L'inquinamento indiscriminato può condurre all'estinzione di specie che ancora non conosciamo e di cui non conosceremo mai più l'esistenza. L'invito che lanciamo con l'Operazione Delphis è di fare di più per tutelare l'ambiente e impegnarsi di più su questo fronte. In questo senso, è stata preziosa la collaborazione con il Comune di Imperia, che da quest'anno è Bandiera blu e che dal prossimo dicembre renderà operativa un'ordinanza per applicare la Direttiva europea sulla plastica monouso, per vietarne l'utilizzo negli esercizi commerciali.

L’impegno della città di Imperia è stato testimoniato dal Presidente di Assonautica Imperia, Enrico Meini, intervenuto alla presentazione per ribadire l’importanza di lavorare insieme per la salvaguardia del nostro mare, attraverso iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento attivo come l’Operazione Delphis.

E' la stessa visione del futuro, lo stesso entusiasmo e la stessa passione che animano la flotta che ogni anno partecipa, con Battibaleno, all'Operazione Delphis.

Solo unendo e moltiplicando gli sforzi possiamo raggiungere risultati concreti per il mare, per questo Battibaleno renderà disponibili i dati dell'Operazione Delphis 2019 fornendoli anche quest'anno al progetto "Cetacei, FAI attenzione" dell'Istituto Tethys e pubblicandoli sulla piattaforma dell'Ocean Action Hub, l'azione globale per la conservazione degli oceani organizzata dalle Nazioni Unite.

Dichiara Sabina Airoldi, biologa marina e responsabile del progetto “Cetacei, FAI attenzione”: “Quello che ci raccontano questi dati è che il cambiamento climatico sta avendo effetti sulla distribuzione dei cetacei, che si spostano sulla scia delle loro prede. Infatti, dagli avvistamenti di quest’anno si potrebbe dedurre che ci siano più capodogli nel Santuario Pelagos, ma in realtà abbiamo notato che le balenottere, presenti in numero maggiore, si sono spostate oltre le 30 miglia dalla costa, dove si trovano grossi banchi di krill.”

E’ intervenuto il delegato regionale della LNI Liguria Ing. Piero Ferrozzi, portando i saluti del Presidente Nazionale Amm. Maurizio Gemignani, per complimentarsi per il successo della manifestazione, a cui la Lega Navale Italiana aderisce sin dalla prima edizione, come ente patrocinante e con il coivolgimento attivo dei soci, come dimostra la testimonianza del Gruppo Sociale Pelagos della LNI Sez. Finale Ligure, i cui soci hanno partecipato numerosi alla raccolta della plastica in mare e al censimento dei cetacei.

Durante la presentazione sono state premiate le immagini più belle dell’Operazione Delphis 2019, riprese da Renzo Briano del Gruppo Pelagos della LNI, osservatore e fotografo naturalista, fra i primi a fotografare la rara specie dello zifio nel mar Ligure, e l'equipaggio del S/Y Bonnie che ha rimosso dalla superficie del mare, nel cuore del Santuario Pelagos, una rete da ponteggio in plastica di oltre 15 mt.

L’Operazione Delphis 2019 è organizzata dall’Associazione Battibaleno, con il patrocinio del Comune di Imperia, della Regione Liguria, della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana, di Assonautica Italiana, con il sostegno di Go Imperia, Edinet, Vetus, Start Promotion Eventi e del brand etico di cosmetici Lush.