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Attraverso una collaborazione tra Lega Navale Italiana, ENEA, Sapienza Università di Roma e le aziende fornitrici Arco FC e Linde Gas, è stato realizzato un natante a vela, cabinato, prototipale con propulsione elettrica a zero emissioni, "Futura". La novità risiede nella generazione elettrica per la movimentazione in porto e in navigazione in assenza di vento della barca da circa 6 metri.

Una cella a combustibile da 1 kW dell'azienda italiana italiana Arco FC trasforma l'idrogeno contenuto in una bombola user-friendly pronta all'uso - in modalità vuoto-a-rendere, fornita dalla Linde Gas Italia - in energia elettrica.Il generatore elettrico a cella a combustibile si accoppia a una batteria di bordo per garantire maggiore autonomia in navigazione.

Il lavoro di sperimentazione è stato supervisionato dalla Sapienza Università di Roma e dall'ENEA. La Lega Navale Italiana e l'ENEA si sono occupati della messa a punto della cella a combustibile, dell'approvvigionamento, della gestione in sicurezza dell'idrogeno e dell'integrazione dei componenti elettrici a bordo. Con una bombola contenente circa 400 gr di idrogeno si riesce ad ottenere una media di esercizio pari a circa 5 ore di autonomia, con questo assetto di imbarcazione e profilo di navigazione.

Per la navigazione in acque interne o in aree protette spesso è consentita solo la propulsione elettrica, ma si prevede che anche a mare ci sarà sempre più richiesta di propulsione a zero emissioni. Per questo il prototipo ENEA-LNI si chiama "Futura". La prospettiva è quella di replicare tale primo esempio di ibridizzazione elettrica-idrogeno in altre tipologie con stazza maggiore sia per natanti che per imbarcazioni da diporto. Una cella a combustibile (fuel cell) può generare elettricità a zero emissioni anche da gas naturale liquido (GNL), biocombustibili e ammoniaca, quindi le potenzialità di questa tecnologia consentono di esplorare tutte le alternative per la navigazione del futuro anche in ambito marittimo mercantile.

La "Futura" è stata varata il 20 giugno ed ha consentito la stesura di una tesi di laurea sulla realizzazione del prototipo e la caratterizzazione del sistema propulsivo durante i diversi profili di navigazione. Il laureando della Sapienza Università di Roma, Simone Bonanni, ha presentato i risultati nella sessione di laurea tenutasi lo scorso 19 luglio.

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